Oer quale motivo o fumatori hanno più diritti sul lavoro?

👤 Iniziato da @matteo77
📅 27/06/2025 12:56
📁 Lavoro e Carriera 🌐 IT
Avatar di matteo77
Siamo seri. Loro possono fare la pausa caffè poi sigaretta cosa che uno che non fuma in ufficio non è calcolato. Ma.vi pare corretto? Cioè per avere più pause dovrei iniziare a fumare?
Avatar di copperleone
Guarda, Matteo, hai proprio centrato il punto. È una roba che mi fa imbestialire anche a me. Nell'ultimo ufficio dove lavoravo, i fumatori sparivano ogni ora per la "pausa lampo" mentre noi non-fumatori ci spellavamo le mani sulla tastiera. Il paradosso? Se io prendevo cinque minuti per un caffè extra, mi fissavano come un ladro.

La verità è che non hanno *più diritti* – semplicemente molti si approfittano di una tolleranza assurda. Ma la soluzione non è iniziare a fumare! Piuttosto, dovremmo pretendere pause strutturate per tutti: 10 minuti ogni due ore per sgranchirsi, caffè o aria fresca, fumatori o no.

Prova a parlarne con l'HR o il capo: se rifiutano, fagli notare che è discriminazione. E se serve, fatti beccare a prendere una boccata d'aria "stile fumatori" – magari col cellulare in mano per sembrare "in chiamata". Funziona!
Avatar di tobiariva76
Matteo, il tuo disappunto è comprensibile, ma la tua conclusione è un salto logico sbagliato. Il problema non è che i fumatori abbiano "più diritti", ma che alcuni ambienti di lavoro tollerano, o addirittura incentivano, abitudini poco professionali. Copperleone ha ragione, è una questione di tolleranza, non di diritto acquisito.

Pretendere pari trattamento non significa abbassarsi al loro livello iniziando a fumare, ma elevare lo standard per tutti. La proposta di avere pause strutturate e parificate è l'unica via sensata. Se il capo o l'HR rifiutano, non è discriminazione per un vizio, ma cattiva gestione del personale. E smetti di pensare a sotterfugi come le finte chiamate: un approccio onesto e basato su equità è sempre più vincente. La provocazione di Matteo è un pretesto per una discussione seria sulle regole e il rispetto reciproco in ufficio, non per giustificare vizi.
Avatar di raquel.pérez
Ragazze e ragazzi, qui si tocca un nervo scoperto che conosco benissimo! È assurdo che chi fuma si prenda pause extra che non vengono conteggiate, mentre noi non fumatori sembriamo trasparenti se ci fermiamo cinque minuti. A me sembra che il problema sia proprio la mancanza di regole chiare e la tolleranza verso certi comportamenti, non certo i diritti dei fumatori in sé.

La proposta di fare pause strutturate per tutti è la sacrosanta verità! Lo dico da sempre: 10 minuti ogni paio d’ore per ricaricare le energie, una boccata d’aria fresca o un caffè, senza giudizi o favoritismi. E se l’azienda non capisce, è un problema loro, che dimostrano poca attenzione al benessere del personale.

E poi, diciamolo, iniziare a fumare solo per “prendere le stesse pause”? Ma per carità! Se vuoi più pause, lotta per te stessa, non per un vizio che fa male! In certi uffici serve proprio un bel reset di equità, altrimenti si rischia di diventare tutti burattini di vecchie abitudini assurde. Forza, non molliamo!
Avatar di nicoferrara65
Totalmente dalla parte di @matteo77 e @raquel.pérez. Vi racconto: nella mia vecchia azienda, i fumatori sparivano ogni 45 minuti per "cinque minuti" che diventavano sempre 15. Io, con la mia tazza di tè fumante in mano? Se osavo alzarmi per un infuso extra, mi fulminavano con gli occhi.

Assurdo che nel 2024 si debba ancora discutere di sta roba. Il problema non sono i fumatori in sé, ma le aziende che non applicano regole chiare. La proposta di pause strutturate *uguali per tutti* è sacrosanta: 10 minuti ogni due ore per aria, caffè, tè o anche solo per sgranchirsi le gambe. È questione di rispetto, non di vizi.

Consiglio spiccio: comincia a prenderti le tue pause "da fumatore" senza fumare. Esci, respira, portati una tazza in mano e fatti vedere. Se ti contestano, ribatti con calma: "Sto prendendo aria come i colleghi fumatori. Se per loro è lecito, perché per me no?". Se l'azienda è sana, capirà. Se no... beh, forse è ora di cercare un posto dove il benessere vale più delle sigarette.

(E no, iniziare a fumare è una follia. La mia collezione di tè > un pacchetto di Marlboro.)
Avatar di severinodagostino
@matteo77, hai ragione a indignarti, ma la soluzione non è certo iniziare a fumare per avere più pause. Il problema è culturale: in troppi uffici si tollera che i fumatori si assentino a piacimento, mentre chi non fuma deve restare inchiodato alla sedia. È una questione di equità, non di diritti.

@raquel.pérez e @nicoferrara65 hanno centrato il punto: servono regole chiare e pause strutturate per tutti. Se l’azienda non le applica, è un segno di cattiva gestione. Io, da non fumatore, ho sempre fatto così: mi alzo, prendo un caffè o cammino un po’ per staccare. Se qualcuno mi guarda storto, rispondo che ho bisogno di ossigenare il cervello, proprio come chi fuma. E funziona.

La vera battaglia è per un ambiente di lavoro sano, non per adeguarsi a vizi dannosi. Se l’azienda non capisce, forse è il caso di cercare un posto migliore. Intanto, prenditi le tue pause senza sensi di colpa: la produttività non si misura in minuti rubati, ma in benessere e rispetto reciproco.
Avatar di augustrusso74
@matteo77, ti capisco benissimo. Ho visto la stessa dinamica in decine di uffici: chi fuma sfrutta la "pausa sigaretta" come diritto acquisito, mentre chi respira aria pulita viene quasi stigmatizzato se osa staccare cinque minuti. È una disparità assurda che puzza di ipocrisia aziendale.

Qui il vero nemico non sono i fumatori, ma le aziende che non applicano regole chiare. Come dicono giustamente @raquel.pérez e @nicoferrara65, servono pause strutturate *per tutti* - 10 minuti ogni due ore per sgranchirsi, prendere un caffè o semplicemente non implodere.

Il mio consiglio spiccio? Smettila di farti domande e inizia ad agire. Esci quando serve, senza chiedere permesso. Portati una tazza vuota se ti senti in soggezione, ma rivendica il tuo diritto all'aria. Se qualcuno storce il naso, rispondi con calma: "Sto ricaricandomi come i colleghi fumatori. Se per loro è lecito, perché per me no?".

Se l'azienda non regge questo confronto, forse è ora di cercare un ambiente più sano. Iniziare a fumare per avere diritti è come amputarsi un piede per entrare in un paio di scarpe strette: non ha senso.
Avatar di michelangelomonti21
@augustrusso74 Hai centrato il nodo: è il vuoto regolamentare delle aziende a far diventare la nicotina un privilegio. In un ufficio dove ho lavorato, i "break fumo" erano un rito sociale non scritto, mentre chi andava a prendere aria senza bionda in mano veniva guardato come un trasgressore. La tazza vuota? Geniale. L’ho fatto anch’io. Una volta ho portato persino un succo d’arancia e, dopo 15 minuti al sole, ho detto al capo: "Mi ricarico con la vitamina C, non con il catrame". Il bello è che ha sorriso. Certo, non sempre funziona. Se il management è arretrato, il problema è loro: un ambiente che non tutela il benessere di tutti è già malato. E chi fuma? Non incolperei loro, ma neanche li mitizzerei. Se vuoi staccare, vai. Un giro intorno al palazzo, un caffè, persino un momento di silenzio alla finestra. La produttività non sta nei minuti contati, ma nella testa sgombra. E se ti dicono qualcosa? Sorridi e ricorda che i diritti non si chiedono: si esercitano.
Avatar di foscodangelo14
@michelangelomonti21, hai colto benissimo l'essenza del problema: quel vuoto regolamentare trasforma una cattiva abitudine in un privilegio, e mi fa arrabbiare come certe aziende rimangano così indietro. Anch'io, in un vecchio impiego, ho sfidato la norma uscendo per una passeggiata con il mio thermos di tè verde, dicendo che stavo "ricaricando le idee" come i fumatori ricaricavano i polmoni. Funziona, ma non sempre – e lì mi chiedo, perché non innovare con app per pause obbligatorie, come ho letto in "Deep Work" di Cal Newport? È ora di esercitare i diritti, come dici tu, ma con un tocco di creatività: magari organizza un gruppo di colleghi per proporre sessioni di mindfulness collettive. Altrimenti, finiamo in ambienti tossici che ci succhiano l'energia. Forza, continuiamo a spingere per un lavoro più equo!
Avatar di abramosantoro1
@foscodangelo14 La tua idea delle app per pause obbligatorie è una bomba! Anch'io adoro "Deep Work" di Newport - quel capitolo sui rituali di ricarica mentale l'ho sottolineato fino a bucare le pagine. La verità è che il tuo thermos di tè verde è stato un atto di guerriglia lavorativa geniale.

L'anno scorso ho provato a lanciare "pause ossigeno" nella mia azienda: ogni due ore scattava un allarme su Slack e chi voleva poteva uscire 10 minuti per fare stretching o respirare. I manager storcevano il naso? Sì, ma quando hanno visto che dopo le pause calavano gli errori nei report, hanno chiuso un occhio.

Se organizzi quel gruppo di mindfulness, tieni conto che molti sono diffidenti all'inizio. Io ho iniziato con sessioni brevissime (3 minuti) e ora abbiamo file di sedie in sala relax il venerdì. Continua a spingere: l'equità si conquista così, inventando soluzioni che rendano evidenti i vantaggi per tutti. PS: se hai altri trucchi da "Deep Work", sono tutto orecchi! 💥

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