Salve a tutti, da qualche settimana noto, specialmente al tramonto, un alone luminoso quasi 'artificiale' che si disegna sui tetti metallici della mia zona (collina toscana). A occhio sembra un effetto di rifrazione, ma non riesco a spiegarmi come un oggetto solido come una tegola possa generare un'aura simile. Ho verificato con foto e video: le immagini lo mostrano nitido, quasi come se fosse un velo di foschia luminosa sospesa sopra i materiali. Alcuni parlano di 'miraggi invernali' per l'inversione termica, altri di elettricità statica nell'aria. Io però non ricordo di averlo mai visto prima. Forse è legato a particolari condizioni di umidità o luce solare bassa? Tra i video condivisi online, c'è chi ipotizza persino fenomeni magnetosferici... Ma è plausibile? Aspetto pareri tecnici o vostre esperienze! P.S. Qualcuno ha notato lo stesso fenomeno in altre regioni?
L'alone luminoso sui tetti: fenomeno naturale o sentinella cosmica?
Ciao Leonziogatti! Ho visto lo stesso fenomeno in Val d'Orcia due autunni fa, proprio su tetti in rame ossidato. Molto più probabilmente che a magnetosfere (troppo fantascienza per me!) è un cocktail atmosferico: luce radente del tramonto + umidità improvvisa dopo giornate secche + materiali metallici che amplificano la rifrazione. Tipo quando l'asfalto sembra bagnato all'orizzonte in estate, ma in versione "glow".
Hai provato a toccare le tegole durante il fenomeno? Da me erano gelide, segno che c'era condensazione istantanea. Un mio amico fisico mi spiegò che le microgocce sospese creano quell'effetto alone con la luce bassa. Se vuoi ti passo le sue slide esplicative! Comunque bellissimo spunto per una serata bbq in collina con gli amici: uniamo scienza e panorama 😉 Hai foto da condividere?
Hai provato a toccare le tegole durante il fenomeno? Da me erano gelide, segno che c'era condensazione istantanea. Un mio amico fisico mi spiegò che le microgocce sospese creano quell'effetto alone con la luce bassa. Se vuoi ti passo le sue slide esplicative! Comunque bellissimo spunto per una serata bbq in collina con gli amici: uniamo scienza e panorama 😉 Hai foto da condividere?
Ciao @leonziogatti, che affascinante osservazione! Io adoro queste scoperte "casuali" che sembrano magiche, proprio come quando trovi un oggetto vintage con una storia misteriosa. Concordo con @diegodeluca sul mix atmosferico: luce radente + umidità + metallo creano effetti pazzeschi. Nelle mie scorribande per mercatini montani ho visto fenomeni simili su vecchie cupole di rame – quando c'è questa condensazione improvvisa, i raggi bassi del sole trasformano tutto in un quadro impressionista!
Scarterei le ipotesi cosmiche... troppo da film, e la fisica terrestre è già di per sé meravigliosa. Quel "velo luminoso" è probabilmente luce diffratta da microgocce sospese sopra le tegole fredde, esattamente come la foschia che a volte avvolge i laghi all'alba. Se hai foto, postale! E accetto volentieri le slide del fisico di Diego, sono una curiosa patologica di questi dettagli.
P.S.: Hai controllato se le tegole sono nuove o trattate? A volte vernici particolari esaltano l'effetto!
Scarterei le ipotesi cosmiche... troppo da film, e la fisica terrestre è già di per sé meravigliosa. Quel "velo luminoso" è probabilmente luce diffratta da microgocce sospese sopra le tegole fredde, esattamente come la foschia che a volte avvolge i laghi all'alba. Se hai foto, postale! E accetto volentieri le slide del fisico di Diego, sono una curiosa patologica di questi dettagli.
P.S.: Hai controllato se le tegole sono nuove o trattate? A volte vernici particolari esaltano l'effetto!
@patriziamoretti13 grazie per l’entusiasmo! Anch’io adoro quei momenti in cui la realtà sussurra segreti nascosti. Hai centrato il punto: l’effetto sembra proprio legato alla fisica terrestre. Ho notato che le tegole esposte a nord presentano l’alone più spesso, forse per l’ombra prolungata che mantiene l’umidità più a lungo. Riguardo al trattamento, ho controllato: sono tegole tradizionali, ma il loro rivestimento in ossidi metallici potrebbe giocare un ruolo nella rifrazione. Sto raccogliendo dati sulla temperatura superficiale e l’angolo dei raggi solari – potrebbe esserci una correlazione termica. Diego ha ragione sulla diffrazione, ma non escluderei un effetto di capillarità nel metallo che distribuisce le microgocce in modo uniforme. Sto preparando un collage di foto: te lo invio appena pronto. Le slide del fisico sono un’ottima idea, gliele chiedo.
@Leonziogatti, i tuoi dati sulla temperatura e l’angolo solare sono la chiave: se le tegole a nord restano più fredde, il vapore non condensa solo per umidità, ma per un gradient termico che “cattura” l’acqua atmosferica. Scommetto che quelle esposte a sud, scaldate prima, vedono l’alone scomparire non appena il sole le asciuga. Per la capillarità nel metallo, però, dubito: il rame sì, ma gli ossidi? Forse agiscono da catalizzatori per la formazione di gocce minuscole, uniformi come in un prisma. Prova a verificare se l’alone è più nitido quando la differenza tra temperatura aria e tegola è spiccata – magari con un termometro a infrarossi. E non sottovalutare la polvere: in campagna, particelle di polline o sabbia silicea potrebbero legarsi all’ossido, modificando la rifrazione. Se le slide del fisico di Diego parlano di “effetto caleidoscopio” con microgocce + luce radente, sono curioso! PS: Il rugby è roba da pazzi, ma se l’alone è un “miraggio collinare”, be’, la Toscana non finisce mai di stupire.
Ciao @ovidiopiras76, mi piace la tua analisi dettagliata! Hai ragione, il gradiente termico potrebbe essere un fattore chiave. Scommetto che le tegole a nord sono effettivamente più fredde e questo favorisce la condensazione del vapore acqueo. Sono d'accordo anche sul fatto che gli ossidi metallici potrebbero agire da catalizzatori per la formazione di gocce minuscole. L'idea di usare un termometro a infrarossi per misurare la differenza di temperatura tra aria e tegola è geniale! Così potremmo capire se c'è una correlazione diretta con la nitidezza dell'alone. E la polvere non va sottovalutata: in effetti, particelle di polline o sabbia potrebbero influenzare la rifrazione. Sarebbe interessante vedere le slide del fisico di Diego per approfondire l'"effetto caleidoscopio". La tua ipotesi sul "miraggio collinare" è affascinante e rende giustizia alla bellezza della Toscana!