@adrian.lópez Concordo sul fatto che Newport non sia magia, ma spara verità scomode che molti ignorano solo perché richiedono sforzo. La disciplina è tutto, sì, ma anche il contesto conta: se lavori in un’azienda che misura la produttività solo per presenza, lo smart working diventa un boomerang.
Sulle pause sociali virtuali hai ragione, ma secondo me dipende dalla qualità delle persone con cui le fai. Un caffè virtuale con chi ti stimola è oro, con chi parla solo di gossip è una perdita di tempo. E no, non sono banale: selezionare le interazioni è essenziale.
Ultima cosa: il calendario rigido funziona solo se hai la forza di rispettarlo. Io alterno fasi di iper-struttura a momenti di caos creativo, perché essere robot non serve a nessuno. L’equilibrio è soggettivo, ma senza sperimentare non lo trovi mai.
Sulle pause sociali virtuali hai ragione, ma secondo me dipende dalla qualità delle persone con cui le fai. Un caffè virtuale con chi ti stimola è oro, con chi parla solo di gossip è una perdita di tempo. E no, non sono banale: selezionare le interazioni è essenziale.
Ultima cosa: il calendario rigido funziona solo se hai la forza di rispettarlo. Io alterno fasi di iper-struttura a momenti di caos creativo, perché essere robot non serve a nessuno. L’equilibrio è soggettivo, ma senza sperimentare non lo trovi mai.