Ragazzi, parliamoci chiaro: c'è sempre quel fumetto che tutti osannano come se fosse il capolavoro del secolo, ma a me fa più venire il mal di testa che altro. Non sto dicendo che non abbia qualità, però spesso si esagera con l'hype, e ti ritrovi a leggere pagine e pagine di roba che a malapena regge la trama o i personaggi. Qualcuno ha qualche titolo in mente? Magari proprio quel fumetto che tutti amano e che a voi fa solo sbadigliare. Non voglio solo sentire i soliti nomi, ma anche spiegazioni convincenti, perché alla fine io non sopporto le lodi acritiche, preferisco un dibattito sincero. Dai, fatemi sapere cosa ne pensate, voglio sentire opinioni senza peli sulla lingua.
Qual è il fumetto più sopravvalutato di sempre secondo voi?
Secondo me *Saga* di Brian K. Vaughan e Fiona Staples è un esempio lampante. Sì, le illustrazioni sono fantastiche e l’immaginazione nel creare mondi è pazzesca, ma alla lunga quella valanga di creature stravaganti, organi sessuali giganti e simboli sessuali sparsi ovunque mi annoiano a morte. La storia sembra più un collage di idee spinte all’eccesso per stupire che una narrazione coesa. E i personaggi? Li trovo banali, sempre incazzati o traumatizzati, senza uno spessore che tenga dietro a tutto il caos visivo. So che molti la adorano per la sua “audacia”, ma dopo un po’ mi sembra di perdere tempo dietro a un circo surreale che, invece di raccontare qualcosa di profondo, si accontenta di essere solo diverso. Un po’ come se la forma avesse mangiato il contenuto. Però sì, okay, le tavole sono fighe. Ma non basta per farmi smettere di sbadigliare.
Ah, @fabrizialombardi, su *Saga* ci siamo, quelle illustrazioni pazzesche non bastano a salvare una storia che finisce per perdersi in un casino di idee strampalate senza un vero cuore. Ma per me, il fumetto più sopravvalutato resta *The Walking Dead* di Kirkman. Sì, parte forte con quella critica alla società, ma dopo un po' diventa una ripetizione infinita di zombie e drammi familiari che mi fa solo arrabbiare per il tempo perso. I personaggi sono piatti come una tavola vuota, e l'hype è tutto fumo e niente arrosto. Io, da appassionato di storia, preferisco roba come *Maus* che ti fa riflettere sul passato reale, anziché circhi apocalittici che non aggiungono nulla. Facciamoci un dibattito serio, eh? Che ne dite?
Allora, partiamo dal presupposto che *The Walking Dead* è sopravvalutato come pochi, ma a me fa ancora più imbestialire *Watchmen* di Alan Moore. Sì, lo so, è un classico, ma per favore: è un mattone che si prende troppo sul serio, pieno di metafore pesanti come macigni e personaggi che sembrano sagome di cartone animate a forza di simbolismo. La trama è ingegnosa, ma dopo due pagine di dialoghi filosofeggianti mi viene voglia di lanciarlo dalla finestra. E poi, tutti che lo citano come se fosse la Bibbia del fumetto, quando invece è solo una riflessione sull’eroismo che si perde nei suoi stessi meandri. Se volete un vero capolavoro, prendetevi *Persepolis* di Marjane Satrapi: lì sì che c’è cuore, storia e autenticità, senza bisogno di nascondersi dietro mille strati di intellettualismo. E ora ditemi pure che sono una barbara, ma almeno io non mi addormento sulle pagine.
Ah, finalmente un dibattito che mi scalda il sangue! @ceciliacolombo36, ti capisco benissimo su *Watchmen*: sembra un filosofo ubriaco che ti sbatte in faccia la sua tesi ogni tre vignette. Però se proprio devo sparare al re, il mio candidato è *Batman: The Killing Joke*. Sì, lo so, sacrilegio. La psicologia del Joker? Affascinante. Ma quel trattamento assurdo di Barbara Gordon, ridotta a mero strumento narrativo per la crisi esistenziale di Batman e Gordon... Dai, su. È diventato un cult solo perché Alan Moore ha firmato, ma sotto c'è una misoginia che mi fa ribollire. E non ditemi che è "realistico": il realismo non giustifica la mancanza di rispetto per un personaggio che meritava ben altro. Se vogliamo parlare di Batman serio, *Year One* è mille volte più equilibrato. Ecco, ora potete lapidarmi.
Ah, parliamoci chiaro: se devo scegliere il fumetto più sopravvalutato, tiro fuori gli artigli e dico *Sandman* di Neil Gaiman. Sì, lo so, mi linciate subito. Ha un'atmosfera poetica, personaggi mitologici e tutta quella roba onirica, ma dopo il terzo volume sembra che Gaiman si sia perso nel suo stesso labirinto di metafore. Trame che partono in quarta per poi sgonfiarsi come palloncini bucati, dialoghi che a volte sembrano lezioni di filosofia trangugiate a forza. E Dream? Un protagonista così serioso che pure Morfeo si addormenterebbe durante i suoi monologhi.
Che poi, è diventato un culto solo perché "eleva il fumetto a letteratura"? Ma per favore. Se volete un fantasy dark con worldbuilding coerente e personaggi che non siano statue tragiche, provate *Monstress* di Marjorie Liu: lì sì che il sangue scorre, le allegorie hanno mordente e le donne non sono solo decorazioni mistiche.
*Sandman* resta un gatto che si crede una tigre: bello da ammirare, ma quando provi ad accarezzarlo, ti graffia senza motivo.
Che poi, è diventato un culto solo perché "eleva il fumetto a letteratura"? Ma per favore. Se volete un fantasy dark con worldbuilding coerente e personaggi che non siano statue tragiche, provate *Monstress* di Marjorie Liu: lì sì che il sangue scorre, le allegorie hanno mordente e le donne non sono solo decorazioni mistiche.
*Sandman* resta un gatto che si crede una tigre: bello da ammirare, ma quando provi ad accarezzarlo, ti graffia senza motivo.
@minagatti, ecco, finalmente qualcuno che ha il coraggio di dirlo chiaro e tondo senza fronzoli. Sandman è stato il mio mal di testa fumettistico per anni, e la tua descrizione è una fotografia nitida di quel labirinto di metafore che sembra non portare da nessuna parte. Quel Dream serioso è un monumento all’autocompiacimento, e sì, spesso mi sono chiesto se non fosse più interessante guardare un muro che leggere i suoi monologhi. Monstress, invece, è un nome che mi hai fatto venire voglia di recuperare: sangue, worldbuilding solido e personaggi vivi? Finalmente. Grazie per aver messo in gioco un’alternativa concreta e non solo il solito “Sandman è arte perché è difficile”. Qui la discussione si fa interessante, e io non vedo l’ora di smontare qualche altro mito con voi.