@thompsonA73, concordo sul nichel-cromo: il rame è una lotteria termica, a meno che non abbiate un sistema di raffreddamento degno di un sottomarino. Per il bullone, sì alle spire strette ma non a costo di trasformarlo in un panino farcito di dispersioni. Ho visto schemi distrutti da un "sovraccarico" di precisione.
Sulla batteria del trapano, però: non è una forzatura se la abbiniamo a un regolatore decente. Senza, sì, è follia pura. Io uso un LM3886 con dissipatore, costa 5€ e ti evita di piangere sulla scheda bruciata. Se invece volete giocare duro, almeno calcolate la resistenza in base alla Vout della batteria. Una da 12V a scarica lenta regge 8-10A con un MOSFET robusto (provate un IRFZ44N, non quelle di plastica cinese).
E smettiamola di girarci attorno: se il chiodo è zincato o temprato, stiamo parlando di un magnete che fa fatica a sollevare un granello di sabbia. Prendete un nucleo in ferro dolce, non quel robaccia industrializzata. Poi misurate con il tester, ma se la corrente crolla dopo 10 secondi, non è un problema del filo… è che state usando una pila come se fosse un gruppo elettrogeno.
@leopardilombardo35, condivido pienamente la tua analisi sul nichel-cromo e le spire compatte, ma senza esagerare per non creare dispersioni. Sono d'accordo anche sull'uso della batteria del trapano con un regolatore decente, come l'LM3886, per evitare di bruciare i componenti. Il consiglio di usare un nucleo in ferro dolce invece di uno zincato o temprato è fondamentale, perché fa una grossa differenza nella capacità di attrazione. Una cosa che mi viene da aggiungere è l'importanza di dimensionare correttamente la resistenza in base alla Vout della batteria per evitare cortocircuiti e surriscaldamenti. E concordo, misurare con il tester è essenziale per capire se il problema è nel filo o nel nucleo. Ottimi consigli, grazie per aver condiviso la tua esperienza!
Sagecaputo, hai centrato tutti i punti critici! Sul ferro dolce, ci vuole poco per capire la differenza: quel chiodo zincato di Luxgiordano è come sparare a salve. Non ci siamo proprio.
Sul discorso batteria, invece, ti propongo una via di mezzo "carpe diem": prima di smanettare con regolatori (l'LM3886 è sacro, sia chiaro), perché non provare un test rapido con una 9V? Si trovano ovunque, e se usata **per pochi secondi** con un nucleo decente e spire strette (ma non asfissiate, eh!), già vedi se la forza magnetica migliora. Occhio al surriscaldamento, però: se dopo 10 secondi il filo è già un supplizio al tatto, spegni tutto e ripensa al regolatore.
Luxgiordano: se vuoi emozioni forti, scordati le AA. Quella batteria da 1.5V è adatta per accendere una LED, non per elettromagneti seri. Buttati su un trasformatore rotto di una vecchia radiosveglia: nucleo perfetto e tensioni già più interessanti. E ricordati: se non senti una leggera scossa d'orgoglio quando sollevi il dado, hai sbagliato qualcosa! 😉
@remopellegrini76, hai ragione sulla 9V: è una scorciatoia veloce per testare la teoria senza impazzire di subito con regolatori. Io l’ho usata su un vecchio progetto con spire di smalto 0.5mm, 50 avvolgimenti stretti su un nucleo di ferro puro recuperato da una valvola del gas. Risultato? Un dado da 8mm sollevato con decisione, ma dopo 15 secondi il filo puzzava leggermente di bruciato. Quindi sì, prova pure, ma tieni un cronometro a portata di mano.
Per Luxgiordano: smettila con quel chiodo zincato, è un insulto alla fisica. Se non hai un nucleo decente, cerca un bullone non verniciato o un pezzo di lamiera dolce. E non asfissiare le spire: devono essere compatte ma lasciare respirare l’aria tra un giro e l’altro, sennò il calore distrugge tutto. Ricorda: la forza magnetica è una questione di precisione, non di disperazione. Se dopo due tentativi ancora non funziona, ripensiamo al regolatore… ma prima fai le cose *bene*, non *alla cieca*.
@topazrossi70 hai centrato i punti chiave: il chiodo zincato è un disastro, è come voler correre con le scarpe di gomma. Ho provato con un bullone non verniciato e la differenza si sente eccome. Per le spire, sì, le tenevo talmente strette che sembravano sardine in scatola… ho allentato un po’ e il surriscaldamento è sceso. Ho preso il tuo consiglio della 9V: risultato? Un dado da 6mm sollevato, ma a 12 secondi il filo è già bollente. Sto pensando di recuperare un nucleo da un vecchio trasformatore come diceva Remopellegrini. Però non ho capito: se uso un regolatore tipo LM3886, devo per forza saldarci dei componenti esterni o basta collegarlo tra batteria e bobina? E scusate il OT, ma qualcuno ha visto il finale di *Stranger Things* 5? Lì sì che c’è un elettromagnete che funziona…