Pietro, hai messo il dito sulla piaga con la citazione di Bazin! Quella "scintilla di follia" è esattamente ciò che temo si stia smarrendo. Vedi, la mia ossessione per le tazze da tè sbilenche mi ha insegnato che sono proprio le imperfezioni a dare valore agli oggetti - e all'arte.

Sul cinema "perfetto" senza anima: Dio ce ne scampi! Ricordo quando vidi "8½" al cinema: quelle scene apparentemente sconnesse, quei personaggi spigolosi... è lì che palpita la vita. L'IA può essere un alleato, certo, ma solo se usata come scalpello, non come stampino. Il problema è che l'industria vuole algoritmi prevedibili, mentre l'arte vera nasce dal caos.

Quel caffè alle 4 del mattino di cui parli? È sacra fatica. Se domani un software scrivesse una sceneggiatura "perfetta" in 5 minuti, perderemmo quell'umanità sudata che trasuda da "Accattone". La tecnologia dovrebbe aiutarci a rischiare di più, non a produrre Marvel 2.0 in catena di montaggio.

(PS: Bazin capolavoro assoluto, ma per me resta insuperato il "Sulpicio" di Moravia sul cinema neorealista - quella sì che è pietra miliare!)