Ciao a tutti, sono un appassionato collezionista di francobolli storici, specializzato in emissioni pre-belliche europee. Ultimamente sto notando problemi di ingiallimento e bordi ondulati in alcuni pezzi della mia raccolta, probabilmente a causa dell'umidità in casa (livello medio 65%). Ho già provato a usare bustine di silice gel nelle custodie e a tenere l'album in una stanza con deumidificatore portatile, ma i risultati sono stati parziali. Leggendo online ho visto menzionare le cartelle con barriera anti-umidità o scatole in legno di cedro, ma non trovo testimonianze concrete. Qualcuno con esperienza simile può consigliarmi metodi collaudati per mantenere l'umidità sotto il 50% senza danneggiare la gomma originale? Sono particolarmente preoccupato per una rara serie italiana del 1930!
Qual è il modo migliore per conservare francobolli antichi dall'umidità?
Stelio, capisco benissimo la tua preoccupazione,specialmente per quella serie del '30. Io ho avuto un problema simile con una collezione di cartoline d'epoca e ti dico cosa ha funzionato per me, sperando possa essere utile anche a te.
Le bustine di silice sono ok, ma devi assicurarti che siano "rigenerate" spesso, altrimenti si saturano e diventano inutili. Io le metto in forno a bassa temperatura per un'oretta ogni mese. In più, il deumidificatore portatile potrebbe non essere sufficiente se la stanza è grande o poco isolata. Valuta di investire in un deumidificatore più potente, magari uno di quelli fissi a muro.
Per quanto riguarda le cartelle con barriera anti-umidità, io ne ho trovate di buone marche specifiche per filatelia. Non sono economiche, ma proteggono davvero bene. Eviterei il legno di cedro a contatto diretto con i francobolli, potrebbe rilasciare oli che li danneggiano. Piuttosto, usa una scatola di cedro per contenere le cartelle.
Un'ultima cosa: controlla anche la temperatura della stanza. Sbalzi termici e umidità alta sono una combinazione letale.
Le bustine di silice sono ok, ma devi assicurarti che siano "rigenerate" spesso, altrimenti si saturano e diventano inutili. Io le metto in forno a bassa temperatura per un'oretta ogni mese. In più, il deumidificatore portatile potrebbe non essere sufficiente se la stanza è grande o poco isolata. Valuta di investire in un deumidificatore più potente, magari uno di quelli fissi a muro.
Per quanto riguarda le cartelle con barriera anti-umidità, io ne ho trovate di buone marche specifiche per filatelia. Non sono economiche, ma proteggono davvero bene. Eviterei il legno di cedro a contatto diretto con i francobolli, potrebbe rilasciare oli che li danneggiano. Piuttosto, usa una scatola di cedro per contenere le cartelle.
Un'ultima cosa: controlla anche la temperatura della stanza. Sbalzi termici e umidità alta sono una combinazione letale.
Stelio, prova a usare le cartelle in Tyvek: le ho scoperte grazie a un corso di conservazione e sono una bomba per isolare l’umidità senza alterare la gomma. Le trovi su siti specializzati tipo Linns o Stanley Gibbons, costano ma durano anni. Per il deumidificatore, evita quelli a compressore in ambienti freddi: meglio modelli a semiconduttore o con sistema Peltier, funzionano meglio a basse temperature. E parla sul serio con un conservatore: su Facebook c’è un gruppo di filatelia avanzata dove spesso si confrontano con esperti dei musei. Non fidarti dei valori di umidità riportati dal deumidificatore, compra un igrometro digitale calibrato (ne ho preso uno tedesco, Testo 605i, che non sbaglia un colpo). E quelle scatole in cedro? Usale solo come contenitore esterno, mai a contatto. La serie italiana del ’30 merita il top.
Stelio, che incubo l'umidità sui pezzi storici! Concordo con Virginia e Nebula su diversi punti: le bustine di silice vanno rigenerate *davvero* spesso (io le scaldavo nel microonde a bassa potenza, ma il forno va benissimo) e il cedro è ottimo solo come scatola esterna.
Per la tua serie del '30, ti straconsiglio le cartelle in Tyvek che ha menzionato Nebula – le uso per la mia collezione di colonie italiane e sono una svolta, soprattutto perché non interagiscono con la gomma. Sull’igrometro: assolutamente d’accordo, quelli economici mentono spudoratamente! Il mio Testo 606 è costato un po’ ma salva capolavori.
Un trucchetto poco citato? I fogli antiacidi negli album (quelli archivistici, tipo PaperSafe) sotto ogni pagina. E se il deumidificatore portatile non basta, prova a combinarlo con un condizionatore in modalità "dry": io tengo la mia collezione a 20°C e 45% umidità così.
PS: quelle ondulazioni potrebbero essere causate anche da sbalzi termici... tieni tutto lontano da finestre e termosifoni. E per lo stress, cioccolato fondente 85%: provare per credere! 🍫
Per la tua serie del '30, ti straconsiglio le cartelle in Tyvek che ha menzionato Nebula – le uso per la mia collezione di colonie italiane e sono una svolta, soprattutto perché non interagiscono con la gomma. Sull’igrometro: assolutamente d’accordo, quelli economici mentono spudoratamente! Il mio Testo 606 è costato un po’ ma salva capolavori.
Un trucchetto poco citato? I fogli antiacidi negli album (quelli archivistici, tipo PaperSafe) sotto ogni pagina. E se il deumidificatore portatile non basta, prova a combinarlo con un condizionatore in modalità "dry": io tengo la mia collezione a 20°C e 45% umidità così.
PS: quelle ondulazioni potrebbero essere causate anche da sbalzi termici... tieni tutto lontano da finestre e termosifoni. E per lo stress, cioccolato fondente 85%: provare per credere! 🍫
Tutto molto interessante finora, ma voglio essere chiaro: senza un controllo stabile e preciso di temperatura e umidità, stai solo tamponando il problema. Il 65% di umidità è un ambiente ostile per francobolli d’epoca, specialmente se la gomma è originale e fragile. Le bustine di silice sono un palliativo se non le rigeneri spesso e se la stanza non è adeguatamente isolata. Il deumidificatore portatile da solo, in ambienti medi o grandi, è quasi inutile se non abbinato a un sistema di condizionamento o a un ambiente sigillato. Le cartelle in Tyvek sono la scelta migliore per isolare senza alterare, ma non sono magiche: serve un ambiente controllato. Il cedro? Ottimo per tenere lontani insetti, ma mai in contatto diretto, come già detto; i suoi oli sono una condanna per la gomma. Se vuoi realmente proteggere quella serie del ’30, investi in un ambiente climatizzato con controllo igrometrico professionale, niente fai da te. Solo così la conservazione diventa seria, non un inutile spreco di soldi e tempo.
Stelio, condivido la preoccupazione: l’ingiallimento e l’ondulazione sono campanelli d’allarme. Le cartelle Tyvek sono un must, ma senza un microclima controllato non vai oltre il tampone. Per quel 50% serve un ambiente ermetico: pensa a una vetrinetta climatizzata con sistema di deumidificazione integrato (ne ho vista una della Cameo con regolazione precisa, non scherzano). Il deumidificatore portatile va bene per tamponare, ma abbinato a un condizionatore in modalità dry, come dice Matilde, se no spendi energia invano. Riguardo alla silice, non basta rigenerarla: devi DOSARLA. Per un album standard, 4-5 bustine da 5g ogni 20 pagine, e il Testo 605i è obbligatorio, gli altri strumenti sono approssimativi. Per gli sbalzi termici, evita di spostare l’album di continuo: l’ideale è una stanza dedicata, senza finestre esposte al sole. Se proprio non puoi, almeno usa uno zaino termico per trasportarlo in inverno. Il cedro come scatola esterna va bene, ma mai a contatto: quegli oli rovinano la gomma irreversibilmente. E riguardo alla serie del ’30: se non hai già un umido di riserva, fallo. Io uso il Boveda 50%, ma va installato nella vetrinetta, non nell’album. La filatelia seria richiede investimenti, ma se il pezzo è raro, ne vale la pena.
Lucetesta, grazie mille per i consigli preziosi! La precisazione sulla dosatura della silice mi ha aperto gli occhi - non immaginavo servissero quantità così precise. La vetrinetta Cameo col deumidificatore integrato sembra la soluzione definitiva, anche se l'investimento fa riflettere.
Apprezzo soprattutto il warning sul cedro a contatto diretto: stavo per commettere un errore irreparabile con la gomma della mia serie del '30. E sì, correrò ai ripari con i Boveda 50% per il microclima della vetrina, come suggerisci. Il tuo approccio metodico mi convince: per pezzi rari, non si scherza.
Apprezzo soprattutto il warning sul cedro a contatto diretto: stavo per commettere un errore irreparabile con la gomma della mia serie del '30. E sì, correrò ai ripari con i Boveda 50% per il microclima della vetrina, come suggerisci. Il tuo approccio metodico mi convince: per pezzi rari, non si scherza.
Ehi Stelio, leggo con interesse il tuo thread e sono d’accordo con Lucetesta: la Cameo è un investimento serio, ma ne vale la pena se parliamo di pezzi rari come la tua serie del ’30. Io sono più tipo da outdoor, ma ho un amico collezionista che ha risolto con una vetrinetta simile e i Boveda – niente più problemi di umidità, anche dopo tre anni. Un consiglio da profano ma praticone: se opti per la vetrinetta, posizionala lontano dalle pareti esterne e da fonti di calore, gli sbalzi termici sono subdoli. E occhio alle bustine di silice: il mio amico le cambia ogni due mesi religiosamente, altrimenti diventano inefficaci. Per il resto, forza con i Boveda, sono una garanzia. Se vuoi un parere più tecnico, chiedi pure!
Rodrigo, concordo su Boveda e posizione strategica della vetrina: pareti esterne e termosifoni sono nemici invisibili. Però attenzione alla silice: ogni due mesi sembra esagerato, dipende dall’ambiente. Io ne cambio le bustine ogni 6-8 settimane in estate (quando l’umidità schizza), ma in inverno resistono anche 4 mesi. Consiglio di aggiungere un igrometro dentro la vetrinetta per monitorare in tempo reale – il costo è minimo e scongiura errori. Per i pezzi delicati come la tua serie ’30, valuta anche le pagine Tyvek anti-UV e il testo 605i per isolare l’album: sono soldi spesi bene. Se ti serve, ho un amico che ha modificato una vecchia credenza in legno stagionato con un sistema passivo di Boveda, senza spendere una fortuna. Gli sbalzi termici sono subdoli, ma con un po’ di fai-da-te si risolvono. Forza, non mollare!