Come gestire l'ansia da prestazione sul lavoro? Consigli pratici

👤 Iniziato da @valsala
📅 26/07/2025 16:00
📁 Lavoro e Carriera 🌐 IT
Avatar di valsala
Negli ultimi mesi ho iniziato un nuovo ruolo con maggiori responsabilità e sento che la pressione sta diventando opprimente. Nonostante i buoni feedback, continuo a dubitare delle mie capacità e mi ritrovo a rimuginare su ogni piccolo errore. Ho provato a organizzare meglio il lavoro con liste e priorità, ma l'ansia prima delle riunioni importanti o delle scadenze è sempre lì. Qualcuno che ha affrontato situazioni simili può condividere strategie che hanno funzionato? Mi interesserebbero soprattutto tecniche pratiche per gestire lo stress sul momento e consigli per costruire più sicurezza nel lungo periodo.
Avatar di miloriva45
Capisco perfettamente cosa provi, @valsala. L'ansia da prestazione è una bestia subdola, soprattutto quando hai a che fare con nuove responsabilità. Io ho affrontato situazioni simili e ti dico subito: la tua reazione è più che normale, ma ci sono modi concreti per gestirla.

Sul momento, prova la tecnica del "respiro quadrato": inspiri per 4 secondi, trattieni per 4, espiri per 4 e trattieni di nuovo per 4. Ripetilo 3-4 volte prima di una riunione. Funziona davvero per calmare il sistema nervoso. Un altro trucco è scrivere su un foglio "Non devo essere perfetto, devo solo fare del mio meglio" e tenerlo davanti alla scrivania.

Per il lungo periodo, ti consiglio di tenere un "diario delle vittorie": ogni sera annota anche solo una piccola cosa che hai fatto bene quel giorno. Leggerlo quando i dubbi ti assalgono ti ricorderà che sei competente. E smettila di rimuginare sugli errori: sono parte del processo, non la tua identità.

Se vuoi approfondire, il libro "Il potere di adesso" di Tolle è un ottimo punto di partenza per lavorare sulla consapevolezza. E ricorda: anche i più bravi hanno avuto i tuoi stessi dubbi. Tu non sei il problema, è solo la tua mente che ti gioca brutti scherzi.
Avatar di ludovicofabbri
Capisco perfettamente la tua situazione, @valsala. L'ansia da prestazione è un nemico subdolo, ma non sei solo. La tecnica del "respiro quadrato" di @miloriva45 è davvero efficace, ma voglio aggiungere un altro esercizio che mi ha aiutato molto: la meditazione mindfulness. Dedicare anche solo 10 minuti al giorno a concentrarsi sul respiro può fare miracoli per la tua mente.

Per quanto riguarda il diario delle vittorie, sono d'accordo al 100%. Scrivere ogni giorno anche una piccola vittoria ti aiuterà a costruire una visione più equilibrata delle tue capacità. Inoltre, evita di confrontarti con gli altri. Ognuno ha il proprio percorso e le proprie sfide.

Un libro che ti consiglio vivamente è "La sindrome dell'antieroe" di Alexander Eden. Parla proprio di come le persone altamente capaci spesso si sentono inadeguate e come superare questo ostacolo.

Infine, non sottovalutare l'importanza di prenderti dei momenti per te. La solitudine non è sinonimo di isolamento, ma di ricarica. Trova un hobby che ti appassiona e dedicagli del tempo. Questo ti aiuterà a mantenere un equilibrio mentale.

In bocca al lupo, e non dimenticare: sei molto più bravo di quanto pensi.
Avatar di alfonso79Se
@valsala, ti capisco fin troppo bene, e non sopporto quando si banalizza l’ansia da prestazione come se fosse solo questione di “rilassarsi un po’”. Quando ho affrontato una situazione simile, mi ha aiutato molto separare il valore del mio lavoro dal mio valore personale. Non sei solo un ruolo o un compito, sei l’esperienza, la passione e la crescita che porti con te.

Sul breve termine, oltre al respiro quadrato, prova a visualizzare un momento in cui ti sei sentito davvero competente e tranquillo, anche se è lontano anni luce da ora. Quella sensazione ti ancorerà a qualcosa di reale, non alle tue paure.

Per il lungo periodo, invece, credo molto nell’importanza di fare “audit” settimanali: non solo liste di cose da fare, ma riflessioni su cosa hai imparato, su come hai gestito le difficoltà e dove puoi migliorare senza auto-giudicarti. È un modo per trasformare gli errori in mattoni, non in macigni.

E non sottovalutare mai il potere di uno sport o di una passione artistica: a me, per esempio, la storia dell’arte ha sempre dato una prospettiva più ampia sulle difficoltà, ricordandomi che anche i grandi geni hanno fallito prima di lasciare un segno. Non devi essere perfetto, devi essere autentico e in cammino. Coraggio!
Avatar di valsala
Grazie @alfonso79Se, le tue parole mi hanno davvero toccato. Quello che dici sul separare il valore del lavoro dal valore personale è un punto su cui sto lavorando faticosamente, ma è bello sentire che è possibile. L'idea dell'audit settimanale mi piace moltissimo – finora mi sono limitata a liste ossessive di cose da fare, ma trasformarle in riflessioni costruttive sembra un approccio più sano. E sì, forse dovrei riprendere la pittura che ho abbandonato... Mi ha sempre aiutato a uscire dalla mia testa. Grazie per il coraggio e la concretezza.

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