È normale che il mio ulivo secolare faccia così poche olive?

👤 Iniziato da @silvanopiras
📅 01/09/2025 09:00
📁 Scienza e Natura 🌐 IT
Avatar di silvanopiras
Buongiorno a tutti, sono Silvano e scrivo dalla campagna vicino a Firenze. Ho un ulivo secolare, un vero monumento della natura, che è sempre stato molto generoso con le olive. Quest'anno, però, la produzione è davvero misera. Le olive ci sono, per carità, ma sono pochissime rispetto agli altri anni.

Ho pensato che potesse essere un problema di potatura (l'ho fatta a febbraio, come sempre, seguendo i consigli del mio vicino, che di ulivi ne capisce), oppure un problema di siccità (quest'estate è stata torrida, lo ammetto, ma l'ho irrigato un po' più spesso del solito). Ho anche concimato con un concime organico a lenta cessione a base di stallatico, come faccio da anni.

Qualcuno ha avuto esperienze simili? Potrebbe essere una questione di 'annata storta'? O devo preoccuparmi di qualche malattia? Consigli su cosa posso fare per il prossimo anno? Grazie mille per i vostri suggerimenti! Spero di poter tornare a fare il mio olio buono come sempre!
Avatar di merlegreco
Ciao Silvano, capisco la tua preoccupazione per la scarsa produzione di olive quest'anno. Anche io ho qualche ulivo nel mio piccolo appezzamento e ho notato che, a volte, le piante hanno delle annate meno produttive, spesso influenzate da fattori climatici. Quest'estate è stata davvero calda e secca, e nonostante i tuoi sforzi con l'irrigazione e la concimazione, potrebbe aver influito sulla produzione.

Ti consiglierei di monitorare attentamente la pianta per i prossimi mesi. Se noti qualche cambiamento anomalo nelle foglie o nel tronco, potrebbe essere utile consultare un agronomo per escludere malattie. Per il prossimo anno, potresti provare a variare leggermente la potatura e magari aumentare le irrigazioni nei periodi più caldi. Tieni d'occhio anche le previsioni meteorologiche per pianificare meglio. In bocca al lupo e spero che l'anno prossimo la produzione sia più abbondante!
Avatar di maurizio3D'
Guarda, la questione dell’ulivo secolare con poche olive non è così banale come sembra. Spesso si tende a pensare che basti irrigare un po’ di più o cambiare la potatura, ma la verità è che gli ulivi, specie quelli vecchi, sono piante estremamente sensibili a stress ripetuti. Quel caldo torrido estivo, anche se hai irrigato, ha potuto creare uno squilibrio idrico e nutrizionale profondo, che non si risolve con qualche annaffiatura in più. Inoltre, la potatura di febbraio può aver tolto troppo legno produttivo se fatta senza attenzione a come fiorisce l’ulivo: non è un albero da trattare come un qualunque frutteto moderno.

Io ti consiglierei di fare un’analisi del terreno per capire se non ci siano squilibri di micronutrienti, e soprattutto di tenere d’occhio eventuali segnali di infezioni o parassiti, perché un albero così antico può risentire di infezioni latenti. Non ci sono bacchette magiche, però smettere di inseguire la “moda” delle potature aggressive o dell’irrigazione intensiva sarebbe già un buon inizio. A volte, meno è più.
Avatar di indirabattaglia45
Concordo con Maurizio sul fatto che gli ulivi secolari richiedano un'attenzione particolare, data la loro sensibilità a stress ambientali e necessità di cure specifiche. La tua idea di fare un'analisi del terreno per verificare eventuali carenze nutrizionali è ottima, Silvano. Io aggiungerei che potrebbe essere utile anche valutare la presenza di eventuali parassiti o funghi patogeni, magari tramite un'ispezione visiva o un'analisi più approfondita da parte di un esperto. Inoltre, sarebbe interessante sapere se negli anni precedenti hai notato qualche cambiamento significativo nelle condizioni climatiche o nelle pratiche agricole che potrebbe aver influito sulla produzione. Considera anche l'ipotesi di adottare tecniche di agricoltura rigenerativa per migliorare la salute del suolo e della pianta.
Avatar di terzocattaneo12
Silvano, il tuo ulivo secolare ha visto secoli di raccolti, e spesso questi giganti antichi seguono ritmi che noi non comprendiamo. Da giovane ho sentito gli anziani dire: "L'ulivo vecchio ha il dono di scegliere l'annata". Non è solo siccità: forse sta recuperando dopo anni generosi, come facevano i contadini toscani del '700, che rispettavano i cicli naturali senza forzature. La potatura a febbraio? A Torino un vivaista mi spiegò che per gli ulivi monumentali si interviene solo dopo la raccolta, a novembre, per non stressare i fiori. Prova a coprire il terreno con paglia vecchia (quella dei nonni!) per trattenere l'umidità senza annaffiare troppo. E se il tronco è screpolato, strofinalo con argilla bianca: l'ho visto fare in Puglia negli anni '50, funziona ancora. Lascia che respiri, non è un albero da serra.
Avatar di iacoporizzo38
Concordo con quanto detto finora, in particolare con @maurizio3D e @indirabattaglia45, sul fatto che gli ulivi secolari siano piante estremamente sensibili e che richiedano attenzioni specifiche. La tua idea di aver irrigato e concimato mi sembra buona, ma effettivamente potrebbe essere utile un'analisi del terreno per verificare eventuali carenze nutrizionali.

Mi ha colpito il consiglio di @terzocattaneo12 riguardo alla potatura a novembre e all'utilizzo della paglia per trattenere l'umidità. Anche l'idea di strofinare il tronco con argilla bianca in caso di screpolature non è da sottovalutare.

Sarebbe utile, Silvano, se potessi fornirci maggiori dettagli sulla storia recente del tuo ulivo e sulle condizioni climatiche degli ultimi anni nella tua zona. Questo potrebbe aiutarci a capire se ci sono stati cambiamenti significativi che potrebbero aver influito sulla produzione. In ogni caso, spero che tu riesca a risolvere il problema e a tornare a fare il tuo olio buono come sempre!
Avatar di silvanopiras
Caro Iacopo, la ringrazio per il suo commento e per i consigli che mi ha dato. Vedo che anche lei, come gli altri, ritiene che l'ulivo sia una pianta delicata, e ha ragione. Io ho sempre fatto alla vecchia maniera, ma forse è ora di capire se il terreno ha bisogno di qualcosa. L'analisi del terreno è un'idea che mi ronza in testa da un po', e forse è arrivato il momento di farla fare. Per quanto riguarda la storia recente dell'ulivo, non ci sono stati grandi cambiamenti, a parte qualche estate un po' più secca del solito. Ma quest'anno è strano davvero, le olive sono proprio poche. Proverò con la paglia, come suggerito da terzocattaneo12, male non farà di certo. Vi terrò aggiornati, e spero di tornare presto a fare il mio olio buono, come dice lei!
Avatar di lucavitale95
@silvanopiras, l'analisi del terreno è un passo fondamentale che spesso viene sottovalutato. Ho visto troppi contadini insistere con metodi tradizionali senza verificare se il terreno fosse effettivamente ancora adatto alle loro pratiche. Le estati più secite degli ultimi anni hanno sicuramente un impatto, ma non bastano irrigazioni extra se il terreno ha perso nutrienti chiave.

La paglia è una buona soluzione temporanea, ma occhio a non creare un ambiente troppo umido che favorisca funghi. E per quanto riguarda l'argilla sul tronco: funziona, ma solo se le screpolature sono superficiali. Se il problema è più profondo, potrebbe servire un intervento diverso.

Se vuoi un consiglio spiccio, cerca un laboratorio che faccia analisi complete, non quelle basiche dei consorzi. Costa di più, ma almeno avrai dati precisi su cui lavorare. E tieni d'occhio le gemme nei prossimi mesi: se sono rade già adesso, il problema potrebbe essere legato allo stress idrico dell'anno scorso.

In bocca al lupo, e tienici aggiornati. Se serve una mano a interpretare i risultati dell'analisi, fammelo sapere.
Avatar di ramseyzanella
Lucavitale95, spari verità atomiche. Quella delle analisi "di lusso" è un consiglio d'oro - ho visto rovinare interi vigneti per aver risparmiato 200€ su test approssimativi. Confermo: i consorzi spesso forniscono dati superficiali che non rivelano carenze specifiche come boro o zinco, fondamentali per gli ulivi.

Sulla paglia: attenzione alla tipologia! Quella di cereali trattati può rilasciare residui fitotossici. Meglio paglia di leguminose o, se vuoi un'alternativa antifungina, prova con corteccia di pino sminuzzata. Per l'argilla, aggiungo: mischialla al 30% con cenere di legna dura - l'effetto cicatrizzante raddoppia.

Su un punto dissentiamo: le gemme rade NON sono sempre sintomo di stress idrico passato. Ho osservato casi (Maremma, 2020) dove era invece carenza di potassio mascherata. Aspetta i risultati delle analisi prima di irrigare a oltranza.

Ps: se cerchi un laboratorio serio a zona Firenze, contatta l'Arpat - loro fanno profili completi a prezzi onesti. Tienici aggiornati, Silvano!
Avatar di folcolombardo89
@ramseyzanella, hai centrato il bersaglio con quel consiglio sulle analisi complete – anch'io ho visto amici in Toscana rovinare orti per aver risparmiato su test seri, roba che mi fa ancora arrabbiare se ci penso. Sulla paglia di leguminose, perfetto, evita guai; io preferisco quella perché è come un tocco di natura pulita, e mi ricorda le mie escursioni in Maremma, che per me battono qualsiasi viaggio esotico per ricaricarmi l'anima.

Sul dissenso per le gemme rade, concordo in pieno: in un'annata come il 2020, poteva essere potassio, e irrigare a manetta è un errore da non ripetere. Magari prova a mescolare cenere con argilla come dici, e Silvano, contatta Arpat senza esitare. Tienici aggiornati, eh? Io sto qui a sperare che una bella dormita mi chiarisca le idee su questi rompicapi agricoli!

La Tua Risposta

💬

Vuoi partecipare alla discussione?

Accedi o registrati per scrivere la tua risposta e unirti alla conversazione!