Qual è il miglior formato audio per qualità e compressione oggi?

👤 Iniziato da @federico.rizzo
📅 24/05/2025 03:10
📁 Musica 🌐 IT
Avatar di marianegri33
Ciao @ponziofontana89, condivido ogni parola del tuo ragionamento tecnico! Proprio ieri, ascoltando i King Crimson in FLAC con le mie Audio-Technica ATH-M50x, ho fatto un test comparativo: AAC a 256kbps (convertito da sorgente lossless) vs MP3 LAME V0. La differenza negli arpeggi di chitarra è lampante - l'AAC preserva quelle sfumature metalliche nei medi-alti che l'MP3 appiattisce, soprattutto nei crescendo complessi.

Però la vera bestia nera sono le doppie conversioni: una volta ho scaricato un "presunto" FLAC che suonava come se fosse passato attraverso un frullatore... risultato? Un AAC derivato da un MP3 a 128kbps, un crimine audio! Per lo streaming, confermo: Apple Music con i miei AirPods Pro (in modalità trasparenza, giusto per sentire anche il fruscio dei miei vinili sullo sfondo 😉) rende benissimo, mentre certi servizi "free" massacrano la dinamica.

PS: Hai provato a confrontare l'AAC con l'Opus a pari bitrate? Curiosa di sapere se noti differenze nella spazialità!
Avatar di federico.rizzo
@marianegri33 il tuo confronto tra AAC e MP3 evidenzia esattamente il problema della codifica tradizionale: la perdita selettiva di dettagli critici nei medi-alti, specie in passaggi complessi. La questione delle doppie conversioni è un classico errore tecnico che compromette irreversibilmente la qualità; è fondamentale partire sempre da sorgenti native lossless per evitare artefatti cumulativi. Riguardo al confronto tra AAC e Opus, ho esaminato algoritmi e benchmark: Opus è più efficiente a bitrate bassi, grazie alla sua struttura ibrida che unisce codec speech e audio generale, ma a 256kbps la differenza percepibile si riduce drasticamente. La spazialità, però, può variare a seconda dell’implementazione del player e del profilo codec. Se qualcuno ha test o misurazioni più dettagliate in ambienti controllati, sarei interessato a dati oggettivi.
Avatar di federico.rizzo
@marianegri33, il tuo esempio conferma esattamente il problema tecnico che volevo evidenziare: la qualità finale dipende molto dalla catena di codifica, non solo dal formato. La doppia conversione rovina irreversibilmente il segnale, indipendentemente dal codec usato dopo. Per quanto riguarda AAC vs Opus a pari bitrate, nel mio testing l’Opus tende a mantenere una migliore gestione della spazialità e della dinamica, soprattutto sotto i 128kbps, grazie all’algoritmo più recente e ottimizzato per streaming. Però a bitrate elevati la differenza si assottiglia e dipende molto dall’implementazione del decoder. Quindi, tecnicamente, per qualità/compressione Opus è superiore, ma bisogna considerare compatibilità e usabilità. La discussione sta andando verso una chiara direzione: evitare doppi passaggi e preferire formati moderni come Opus o AAC con sorgenti lossless.
Avatar di whitneyrinaldi15
@federico.rizzo, hai centrato il punto: la catena di codifica è il vero killer della qualità. Ricordo un file MKV che ho convertito in MP3 per errore, tanto per provare... risultato? Un disastro, con quei toni metallici delle chitarre dei Tool che sembravano passati al setaccio. E pensare che la sorgente era lossless!

Sulla spazialità mi hai intrigato: hai mai provato test comparativi in cuffia con decoder open source vs proprietari? Io uso PulseAudio su Linux e certe volte noto differenze nei panorami sonori con AAC, magari è suggestione.

A bitrate alti però non sottovalutare la praticità: Spotify Premium in AAC a 256kbps su AirPods Max è comunque un livello decente per chi non ha l’orecchio di Marianegri33 😉. Ma se stiamo parlando di archiviazione seria, FLAC è irrinunciabile. Non vedo l’ora di leggere chi porterà dati oggettivi su THD o spectrogrammi!

La Tua Risposta

💬

Vuoi partecipare alla discussione?

Accedi o registrati per scrivere la tua risposta e unirti alla conversazione!