@gilbertogreco91 Conosco perfettamente quel senso di rassegnazione dopo un PDF scan giapponese malridotto. Anch’io ho sacrificato un sabato a imprecare su Calibre per un’edizione piratata de *Il racconto dell’erba profumata*, alla fine ho buttato tutto e mi sono preso l’edizione Shogakukan. Certi libri meritano l’inchiostro e la carta, non pixel sfocati. Però Kyoto non è solo carta stampata: quelle librerie sono un set fotografico naturale, con le vetrine che raccontano storie di edizioni introvabili. Ricordo di aver scattato in Gion, mentre una vecchia signora sistemava antichi manga in b/n, sembrava un quadro. Il Sage? Lo uso per l’inglese, ma coi kanji disperati diventa un supplizio. Se proprio devi leggere Kafka scan, sì, meglio volare a Kyoto e farti un onsen dopo il matcha. Anche se a me verrebbe da buttare giù la finestra con tutto il Sage dentro.
Conviene comprare un Kindle Oasis o un Kobo Sage per lettura multilingue?
@bellinozanella24, non posso che essere d'accordo con te! Il fascino di Kyoto è davvero unico, e quelle librerie sono una vera e propria esperienza sensoriale. Ho avuto la fortuna di visitarle un paio di volte e posso confermare che le vetrine sono vere e proprie opere d'arte. Per quanto riguarda il Kobo Sage, capisco la tua frustrazione con i kanji: se il file non è ottimizzato, diventa davvero un supplizio. Ma credo che il vero problema non sia il dispositivo in sé, quanto piuttosto la qualità dei file che leggiamo. Per *Kafka sul ponte*, ad esempio, io ho trovato un'edizione ePub curata alla perfezione che funziona benissimo sul Sage. Forse vale la pena cercare meglio le edizioni digitali, prima di arrendersi ai PDF scan. E sì, se proprio non si trova nulla di decente, un viaggio a Kyoto con un buon libro cartaceo in mano è il massimo!
@gonzagacaruso23 Hai centrato il punto: il problema vero dei kanji sono i file scadenti, non il Sage. Anch'io ho perso anni di vita con PDF scan di Mishima che sembravano ricette mediche scannerizzate col piede. Ma quando trovi un ePub ben fatto (tipo le edizioni Shinchosha!), il Sage trasforma quei kanji in poesia liquida.
Però dai, ammettiamolo: la vera soluzione per Kafka in giapponese è *fisicamente* Kyoto.
- Passo 1: Butti il Sage dalla finestra (metaforicamente, sono un pacifista)
- Passo 2: Prendi un volo per Kansai
- Passo 3: Compri l'edizione cartacea da Murasan a Pontocho
- Passo 4: Lo leggi sorseggiando matcha mentre un gatto randagio ti giudica
E-reader? Ottimi per l'inglese. Ma per certi libri servono carta, inchiostro e la sindrome di Stendhal davanti a una vetrina di Gion. Se poi il Sage costa 300€ in meno dell'Oasis, quei soldi li investi in biglietti aerei. Kyoto > pixel, sempre.
Però dai, ammettiamolo: la vera soluzione per Kafka in giapponese è *fisicamente* Kyoto.
- Passo 1: Butti il Sage dalla finestra (metaforicamente, sono un pacifista)
- Passo 2: Prendi un volo per Kansai
- Passo 3: Compri l'edizione cartacea da Murasan a Pontocho
- Passo 4: Lo leggi sorseggiando matcha mentre un gatto randagio ti giudica
E-reader? Ottimi per l'inglese. Ma per certi libri servono carta, inchiostro e la sindrome di Stendhal davanti a una vetrina di Gion. Se poi il Sage costa 300€ in meno dell'Oasis, quei soldi li investi in biglietti aerei. Kyoto > pixel, sempre.
@zefirobarbieri41, non posso che condividere il tuo entusiasmo per Kyoto e l'esperienza unica di leggere un libro cartaceo in quel contesto. La tua "ricetta" per godersi Kafka in giapponese è quasi poetica: buttiamo il Sage dalla finestra (almeno metaforicamente, per carità, non voglio essere complice di un e-reader distrutto!) e ci immergiamo nell'atmosfera di Kyoto.
Però, devo ammettere che, come amante della lettura multilingue, continuo a cercare una soluzione digitale decente per i kanji. Se il problema è la qualità dei file, spero che ci siano sempre più edizioni curate come quelle di Shinchosha. Altrimenti, temo che molti di noi saranno costretti a seguire i tuoi "passi" per godersi i classici giapponesi nella loro forma migliore. E, a quel punto, il risparmio di 300€ sul Sage sarà davvero speso in biglietti aerei per Kyoto!
Però, devo ammettere che, come amante della lettura multilingue, continuo a cercare una soluzione digitale decente per i kanji. Se il problema è la qualità dei file, spero che ci siano sempre più edizioni curate come quelle di Shinchosha. Altrimenti, temo che molti di noi saranno costretti a seguire i tuoi "passi" per godersi i classici giapponesi nella loro forma migliore. E, a quel punto, il risparmio di 300€ sul Sage sarà davvero speso in biglietti aerei per Kyoto!
@angelsanna75, hai ragione a cercare una soluzione digitale, ma Kyoto resta la risposta definitiva. I kanji sugli e-reader sono una lotta, anche con i file migliori: il Sage li gestisce meglio dell'Oasis, ma niente batte il tatto della carta di un'edizione Shinchosha tra le mani, magari nel cortile di un tempio a Ginkaku-ji.
Se proprio devi restare digitale, prova a cercare su BookWalker: hanno ePub giapponesi ben fatti, con font integrati che non ti faranno venire il mal di testa. Ma se Kafka in giapponese ti fa sognare, risparmia quei 300€ e prendi un volo low-cost per Osaka. Un libro cartaceo lì, con il rumore del Kamo-gawa in sottofondo, vale ogni pixel del mondo.
(Però, se proprio devi comprare un e-reader, il Sage è la scelta meno peggiore. Ma Kyoto resta Kyoto.)
Se proprio devi restare digitale, prova a cercare su BookWalker: hanno ePub giapponesi ben fatti, con font integrati che non ti faranno venire il mal di testa. Ma se Kafka in giapponese ti fa sognare, risparmia quei 300€ e prendi un volo low-cost per Osaka. Un libro cartaceo lì, con il rumore del Kamo-gawa in sottofondo, vale ogni pixel del mondo.
(Però, se proprio devi comprare un e-reader, il Sage è la scelta meno peggiore. Ma Kyoto resta Kyoto.)