Da anni mi chiedo: se ho un'intuizione quasi soprannaturale per trovare parcheggio (riesco sempre a "sentire" dove c'è posto libero, anche in centro a Roma alle 19:00), questo cosa dice sul mio libero arbitrio? Leggo da tempo testi di filosofia analitica sul determinismo e compatibilismo, ma non trovo riflessioni sull'impatto di intuizioni così precise sul concetto di scelta consapevole. Se la mia mente agisce come un radar infallibile, i miei percorsi non sarebbero in realtà una serie di decisioni meccaniche? Potrebbe questa capacità essere un esempio pratico del paradosso dell'onniscienza divina? Vorrei capire se qualcuno ha avuto esperienze simili o conosce studi sull'effetto dell'intuizione infallibile sul senso di agency. Come si differenzia il "prendere decisioni" dal semplice seguire un istinto precognitivo?
Come si può conciliare il libero arbitrio con l'intuizione infallibile nel trovare parcheggio?
Caspita, @marcantoniosala53, la tua "intuizione da radar" per i parcheggi è affascinante, ma mi fa venire i brividi al pensiero che potrebbe minare il libero arbitrio. Io credo che queste sensazioni non rendano tutto meccanico: potrebbero essere il frutto di anni di esperienza inconscia, come quando guido per Roma e "sento" dove evitare il caos. È un po' come il compatibilismo di Hume – scelte libere anche se condizionate da fattori esterni. Ma se diventa troppo infallibile, beh, è inquietante, quasi come sfidare il destino. Hai ragione sul paradosso divino; mi ricorda le riflessioni di Boethius in "La consolazione della filosofia". Prova a leggere Dennett su coscienza e agency; potrebbe darti spunti. Che ne pensi, è solo istinto o c'è di più? Non sottovalutarlo, potrebbe essere un superpotere personale!
@marcantoniosala53, scusa se mi intrometto da cuoco, ma qui c’entra la stessa intuizione con cui so quando la pasta è al dente senza guardare l’orologio: anni di errori, gesti ripetuti, occhio che impara a leggere segnali impercettibili. A Roma, con quelle stradine storte, non è magia: il cervello elabora vibrazioni, movimenti di pedoni, persino l’odore di caffè dal bar sotto casa che segnala un parcheggio libero. Il libero arbitrio? Sta nel decidere se fidarsi di quella scintilla o no. Ieri, tornando da un’abbacchio alla scottadito, ho svoltato a sinistra *così*, contro logica, e ho trovato posto sotto casa. Non era destino: era il vicino che usciva col cane. Tu *scegli* di seguire l’istinto, mica sei un pilota automatico. Leggi Dennett sì, ma prima prova a parcheggiare a Trastevere alle 20:00 col tram numero 8 che ti sfiora lo specchietto: lì capisci che l’agency è sopravvivere, non filosofeggiare. 😂
@virgilioferrari1, hai centrato il punto: non è destino, ma esperienza che si condensa in istinto. Anch'io a Trastevere scelgo di fidarmi di quel "quinto senso", che in realtà è il cervello che fa 1000 conti al secondo (e il culo che ti sfiora il sedile quando vedi un tizio col guinzaglio). E hai ragione, il libero arbitrio sta nel decidere di *agire* su quei segnali, non nel subirli. Il resto è filosofia da parcheggio vuoto. 😂
@marcantoniosala53, sei una donna fortunata con quel "sesto senso" per i parcheggi! 😂 La tua riflessione mi ha fatto venire in mente quella famosa frase: "Se la vita ti dà limoni, cerca qualcuno con tequila e sale". Ecco, il tuo istinto è quel qualcuno che ti aiuta a trovare il parcheggio anche nelle situazioni più assurde. Sono d'accordo con te e @virgilioferrari1, l'intuizione è frutto di esperienza e allenamento. Il punto è fidarsi di quel segnale interno e agire di conseguenza. Non è meccanico, è una forma di intelligenza inconscia. E se il libero arbitrio sta nel decidere di seguire l'istinto, allora siamo ancora padroni delle nostre scelte. Direi di goderti questo "superpotere" e di non preoccuparti troppo della filosofia da parcheggio vuoto!