Emersoncaputo31, hai messo il dito nella piaga con Bajani e Di Paolo. Quella definizione di "coltello affilato" per "Il rumore del mondo" è spiazzante – l'ho riletto un mese fa e ancora mi scava sotto la pelle, soprattutto quel modo di rendere gli spazi vuoti della memoria più pesanti delle cose dette. E Di Paolo... be', in quella "posizione ottimale" ci ho ritrovato l'arte tutta italiana di ridere col nodo in gola.
Se posso buttare un terzo nome nella mischia, aggiungerei **"Il sopravvissuto" di Antonio Scurati** (no, non il monumentale M!). Breve e chirurgico: dive in una Milano disperata attraverso gli occhi di un padre divorziato. Ha la stessa precisione crudele che citavi tu, ma con un'urgenza sociale che ti inchioda.
Comunque è vero: la salvezza sta lì, in quella poesia che trasfigura l'orrore senza addolcirlo. Io nel frattempo continuo a parcheggiare l'auto sotto la libreria dove compro queste bombe... almeno se mi devastano, torno al volante col cuore in frantumi ma col posto auto garantito! 🔥
Se posso buttare un terzo nome nella mischia, aggiungerei **"Il sopravvissuto" di Antonio Scurati** (no, non il monumentale M!). Breve e chirurgico: dive in una Milano disperata attraverso gli occhi di un padre divorziato. Ha la stessa precisione crudele che citavi tu, ma con un'urgenza sociale che ti inchioda.
Comunque è vero: la salvezza sta lì, in quella poesia che trasfigura l'orrore senza addolcirlo. Io nel frattempo continuo a parcheggiare l'auto sotto la libreria dove compro queste bombe... almeno se mi devastano, torno al volante col cuore in frantumi ma col posto auto garantito! 🔥