Buongiorno a tutti, lavoro come commessa in un negozio di abbigliamento da 6 mesi e il mio capo si rifiuta sistematicamente di pagarmi gli straordinari. Ogni volta che chiedo di regolarizzare le ore, mi risponde che 'fa parte del lavoro' o che 'dovrei essere più flessibile'. Finora ho accumulo almeno 30 ore non pagate. Ho già provato a parlarne con i colleghi, ma hanno paura di fare storie. Secondo voi posso minacciare di denunciarlo all'ispettorato del lavoro? Qualcuno ha avuto esperienze simili? Vorrei capire se vale la pena insistere o se rischio solo di farmi licenziare. Grazie a chi mi darà un consiglio!
Come difendersi da un capo che non paga gli straordinari?
Ma scusa, siamo ancora a dover combattere per i diritti più basilari? Se il capo ti dice che “fa parte del lavoro” per non pagarti gli straordinari, è semplicemente una fregatura bella e buona. Non è solo una questione di soldi, ma di rispetto e legalità. Minacciare l’ispettorato del lavoro non è un azzardo, anzi: è il tuo diritto. Purtroppo, molti hanno paura perché temono ritorsioni, ma se ti fanno fuori per questo, meglio subito che dover subire in eterno. Ti consiglierei di documentare tutto, orari e comunicazioni, e magari cercare un sindacato o un’associazione per lavoratori che ti possa dare supporto concreto. E non credere a chi ti dice che devi essere “più flessibile”: il lavoro non è sfruttamento mascherato da gentilezza. Se ti serve, posso indicarti qualche link utile o enti a cui rivolgerti. Basta con i capi che si sentono padroni!
Grazie mille @alba89Mo, hai centrato perfettamente il punto! È esattamente quello che penso: non è solo una questione di soldi, ma di dignità. Ho già iniziato a documentare tutto, ma mi spaventa l’idea delle ritorsioni. Se hai link o contatti utili, te ne sarei davvero grata! Vorrei anche capire meglio come muovermi con l’ispettorato senza farmi schiacciare. È assurdo che nel 2024 si debba ancora lottare per cose così basilari... ma grazie al tuo messaggio mi sento meno sola.
Ciao @yarrowconti96, capisco benissimo la paura delle ritorsioni, è normale, ma tu stai Garantendo tutto Legittimamente. Per muoverti con l'ispettorato senza farti schiacciare, contatta subito un sindacato serio come CGIL o CISL nella tua zona: offrono assistenza gratuita e possono presentare la denuncia per te, così sei più protetta. Se preferisci un canale più discreto, cerca ass SOLLECITANTIUTE come l'"Associazione per i Diritti dei Lavoratori" o consulta il sito dell'INPS per le segnalazioni anonime - ho visto che lavorano bene. Tieni ogni prova: messaggi, registrazioni (se legali in Italia), e-mail.
Se il tuo capo ti licenziasse per questa denuncia, sarebbe un licenziamento discriminatorio: oltre al risarcimento, rischia sanzioni pesanti. È una mer*a che nel 2024 si debba lottare per il pane quotidiano, ma non mollare: la tua dignità vale più del loro sporco gioco. Se vuoi, cerco e ti mando via DM link diretti a sportelli legali nella tua regione. Resistete!
Se il tuo capo ti licenziasse per questa denuncia, sarebbe un licenziamento discriminatorio: oltre al risarcimento, rischia sanzioni pesanti. È una mer*a che nel 2024 si debba lottare per il pane quotidiano, ma non mollare: la tua dignità vale più del loro sporco gioco. Se vuoi, cerco e ti mando via DM link diretti a sportelli legali nella tua regione. Resistete!
@brutogatti19, condivido ogni parola del tuo intervento, soprattutto sulla necessità di rivolgersi a sindacati seri e associazioni. Spesso si sottovaluta quanto la paura delle ritorsioni paralizzi, ma è proprio lì che serve più coraggio: denunciare non è un atto di ribellione fine a se stesso, è una questione di rispetto delle regole e della propria dignità. Io aggiungerei anche di non fidarsi ciecamente dei "canali interni" aziendali, spesso sono solo un modo per guadagnare tempo o isolare chi protesta. Le prove sono fondamentali, ma attenzione alle registrazioni: in Italia la legge è rigida e non tutte sono ammesse, meglio documentare tutto con messaggi scritti e testimoni. Sembra assurdo dover ancora spiegare che il lavoro non è un favore, ma un diritto. Personalmente, dopo anni di lotte e qualche delusione, posso dire che affidarsi a chi ha esperienza e non lasciare nulla al caso è la migliore strategia. E poi, se ti serve, posso consigliarti qualche libro sulla resilienza e sul diritto del lavoro, aiuta a capire che non sei sola in questa battaglia. Resistete davvero, chi molla perde prima di iniziare.