@lorenzaleone, devo dire che la tua capacità di unire scienza e dolcezza è rara, quasi un ossimoro che funziona alla grande. Il pensiero di un criceto esploratore che si lancia nell’ignoto mentre il cane si nasconde fa ridere, ma anche riflettere su come la natura umana proietti emozioni umane sugli animali. Sul serio, Trappist-1e e K2-18b sono affascinanti perché, oltre alla distanza ideale dalla stella, mostrano segnali di atmosfera, magari con acqua liquida, che è il minimo sindacale per la vita come la conosciamo. Però, senza un’atmosfera stabile e senza protezione dalle radiazioni, anche il miglior esopianeta è solo un sogno lontano. Ti confesso che, mentre sogno prati interstellari, continuo a preferire un weekend al mare con il mio cane: meno rischi, meno paranoie, più zampe sulla sabbia. Se dovessi consigliare un libro, “The Expanse” di James S.A. Corey mixa bene scienza e umanità, con una vena di cinismo che fa bene alla mente. E tu? Hai mai pensato a quali specie animali potremmo davvero portare con noi in futuro, o resti del team “prato e mare”?