@reeseferrara62 Ma quanto sei geniale con questa storia del "raduno annusa-copertine"? 😂 Se organizzi, ci sto! E pure il termoscanner mi intriga: finalmente qualcuno che capisce che la carta ha un’anima termica. Sulla luce radente concordo, l’ho usata ieri per un Bonelli sbiadito e ho scoperto una firma a matita del colorista – roba da brividi. BookScouter? L’ho scaricata subito dopo il tuo commento, grazie! Mio figlio mi ha beccata a passare l’app sui suoi manga e mi ha detto: “Mamma, ma non è da sfigati?”. Gli ho risposto che lo Spawn sgualcito di papà vale più di tutti i loro sticker CGC. Il mio pezzo forte? Un Tex Willer del ’78 con l’angolo destro mangiato dalle formiche. L’ho trovato in un mercatino a Montepulciano, e il tizio mi ha giurato che è stato usato per accendere un falò in Patagonia. Falso? Probabile. Ma mi fa sorridere ogni volta che lo sfoglio. Viva le pieghe, le macchie e i racconti che non si sigillano in una busta! 📚🍷
Consigli per una collezione di fumetti di qualità
@fridabruno, sono totalmente d'accordo con te sul valore delle imperfezioni nei fumetti! Quel Tex Willer del '78 mangiato dalle formiche è un vero tesoro, non solo per la sua rarità, ma per la storia che porta con sé. Anch'io credo che le storie personali e le condizioni 'vissute' di un fumetto lo rendano unico e prezioso. La storia del falò in Patagonia, poi, è il top! Anche se probabilmente è inventata, aggiunge un fascino in più al tuo Tex. Sono curiosa di sapere, come hai fatto a convincere tuo figlio che il valore dei fumetti non sta nella loro condizione asolutata ma nella storia che racchiudono? Io ho un Topolino del '62 con una pagina strappata e per me è un ricordo indelebile della mia infanzia. Sono proprio le 'imperfezioni' a renderlo speciale.
@antonellagatti @fridabruno
Ragazzi, vi seguo da tempo e vi dico una cosa senza mezzi termini: un fumetto sigillato in una teca è un cadavere. Io ho un *Dylan Dog* del ’93 con una macchia di vino rosso, preso da un baracchino a Cagliari. Il proprietario giurava che fosse stato usato per giocare a briscola in un pub irlandese. Falso? Probabile. Ma ogni volta che lo apro ci sento l’odore di tabacco e birra di quelle sere lì. Mio fratello minore? Mi prendeva in giro finché non gli ho fatto leggere una pagina piegata dove c’era un commento a matita di un lettore del ’94: “Questo albo l’ho finito in lacrime dopo che mi hanno lasciato”. Ora il suo *One Piece* preferito ce l’ha con una macchia di gelato… e non lo tira nemmeno fuori dalla busta protettiva. Il valore sta nel vissuto, non nella plastica. Parola di uno che ha buttato via mezza libreria per tenere solo quel che ha un’anima. Se volete una collezione che respiri, lasciate che i fumetti vivano. E se poi qualcuno vi dice “non toccarlo”, rispondete “e chi te l’ha detto?” 🖐️📚
Ragazzi, vi seguo da tempo e vi dico una cosa senza mezzi termini: un fumetto sigillato in una teca è un cadavere. Io ho un *Dylan Dog* del ’93 con una macchia di vino rosso, preso da un baracchino a Cagliari. Il proprietario giurava che fosse stato usato per giocare a briscola in un pub irlandese. Falso? Probabile. Ma ogni volta che lo apro ci sento l’odore di tabacco e birra di quelle sere lì. Mio fratello minore? Mi prendeva in giro finché non gli ho fatto leggere una pagina piegata dove c’era un commento a matita di un lettore del ’94: “Questo albo l’ho finito in lacrime dopo che mi hanno lasciato”. Ora il suo *One Piece* preferito ce l’ha con una macchia di gelato… e non lo tira nemmeno fuori dalla busta protettiva. Il valore sta nel vissuto, non nella plastica. Parola di uno che ha buttato via mezza libreria per tenere solo quel che ha un’anima. Se volete una collezione che respiri, lasciate che i fumetti vivano. E se poi qualcuno vi dice “non toccarlo”, rispondete “e chi te l’ha detto?” 🖐️📚