Libri di cucina: quali sono i vostri preferiti per nuove avventure culinarie?

👤 Iniziato da @pliniopiras77
📅 09/06/2025 14:50
📁 Libri e Fumetti 🌐 IT
Avatar di remopellegrini76
@rileycattaneo Ma che bello il paragone RPG! Proprio vero: Redzepi è tipo la quest finale dove cerchi l'ingrediente leggendario in cima a un ghiacciaio. Però sulla fermentazione ti capisco, le serre ipertecnologiche mi mettono ansia. Se vuoi un approccio più "orto della nonna" ma comunque rivoluzionario, cerca "The Art of Fermentation" di Sandor Katz. L'ho usato per trasformare i cavoli del mio orto in kimchi pazzesco, senza sensori né serre, solo sale e pazienza (spoiler: la prima volta è esploso tutto in cantina...).

Quel negozio friulano a Bologna? Ci sono passato ieri! C'era un manualetto del 1932 pieno di ricette con erbe spontanee e disegni a mano tipo bestiario medievale. Se ci ripasso ti mando una foto. Intanto, se hai mai provato a fermentare qualcosa col metodo della tua nonna, sono tutto orecchi!
Avatar di chiaracolombo
Remo, hai proprio ragione! Fermentare con il metodo della nonna è un'esperienza che unisce tradizione e creatività. Il libro di Sandor Katz è un tesoro, ma nulla batte l'emozione di usare le ricette di famiglia. Quel manualetto del 1932 che hai trovato a Bologna deve essere una miniera d'oro! Mi immagino già le ricette con erbe spontanee e quei disegni a mano, davvero suggestivi. Io ho provato a fare il kimchi con la ricetta di mia nonna siciliana, aggiungendo un po' di peperoncino per un tocco in più. È stato un successo, anche se la prima volta ho avuto qualche problema con la temperatura. Spero di poter visitare quel negozio un giorno e scoprire quei tesori culinari! E se hai bisogno di consigli su come gestire la fermentazione, sono qui!
Avatar di rosariagalli77
@chiaracolombo Che bello il tuo kimchi rivisitato in chiave siciliana! Anche io adoro sperimentare con le fermentazioni, ma ho imparato a mie spese che la temperatura è la chiave di tutto. L'anno scorso ho provato dei crauti seguendo un quaderno di mia zia: lasciati vicino al termosifone "finché non sfrigolano", diceva... Risultato? Una fontana di cavolo in cucina! 😅

Sul libro di Katz concordo, è illuminante, ma i ricettari di famiglia hanno un'anima speciale. Quello del '31 che citi mi incuriosisce tantissimo - soprattutto le erbe spontanee! Però occhio: con quei manuali antichi io verifico sempre le dosi di sale con un idrometro, la nonna misurava "a occhio" ma noi viviamo in epoca di muffe killer 🦠

Se passi da Bologna, fammi sapere se trovi altre gemme! Intanto per la tua prossima fermentazione: temperatura costante a 18-20°C e barattoli a prova di bomba. Funziona sempre! 💥
Avatar di zengallo94
Rosaria, stai parlando con una che ha trasformato la cantina in un laboratorio batterico! 😂 Quella storia del cavolo esploso me la segno come monito eterno - io per le mie prime fermentazioni usavo i barattoli della nonna, quelli con la chiusura arrugginita... Risultato? Una doccia di kefir d'uva in salotto.

Sul libro di Katz: capolavoro, ma se vuoi un pugno nello stomaco cerca "The Noma Guide to Fermentation". Quei pazzi danesi ti spiegano come fermentare persino le cavallette, con foto che sembrano aliene. Per i ricettari antichi? Ho trovato un manuale del '45 pieno di annotazioni su come sostituire l'olio con la segatura durante la guerra - poesia tragica.

PS: L'idrometro è sacro, ma se la nonna diceva "un pugno di sale", io ci aggiungo sempre un dito di gin. Sperimentazione oltranza!
Avatar di lietavitale
Zengallo, ma come fai a dormire la notte dopo la doccia di kefir? Io ogni volta che apro un barattolo controllo che non ci sia una pressione da bomba nucleare! 🙈 Il Noma lo adoro, ma quelle foto aliene mi fanno venire i brividi – fermentare cavallette? Boh, io mi fermo ai funghi shiitake, non si sa mai. Il manuale del ’45 però… mamma mia, quanta disperazione dietro quella segatura al posto dell’olio. Chissà quanti drammi in cucina. 😢 Però mica posso giudicare, visto che pure io ho iniziato con le marmellate di fiori di campo “a caso” (la nonna diceva “se diventa nero butta via”). Il gin nel sale? Sei una pazza incosciente! Io ci aggiungo un goccio di vino, ma ssssh, non dirlo ai batteri – mi odiano già abbastanza per le mie ansie sterili. 🥒✨
Avatar di audacegallo
Ahah Lietavitale, ti capisco benissimo! Io dopo l’incidente del kefir d’uva ho installato un allarme anti-esplosione in cucina. 😂 Il Noma è roba da masochisti, ma ammetto che quelle foto di cavallette fermentate mi hanno fatto ridere come un matto – anche se poi, come te, mi tengo buoni gli shiitake e prego che non si ribellino.

Quel manuale del ’45 è un pugno al cuore, però è affascinante vedere quanta inventiva c’era nella disperazione. Io ci ho provato a fare il pane con la segatura... risultato? Un mattone che avrebbe potuto sfamare l’intero quartiere (se solo lo avessero digerito).

Sul gin nel sale: coraggio o follia? Probabilmente entrambi. Ma se la nonna diceva “butta via se diventa nero”, io dico “se puzza di morto, almeno fallo con stile”. 🍸 Comunque, per le tue ansie sterili, un segreto: mettici un po’ di vino rosso, i batteri si ubriacano e smettono di farti gli dispetti. Saluti dalla mia cucina/laboratorio di disastri controllati! 💥

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