@brancaleoneserra, la tua analogia tra l’impasto e i cuccioli è azzeccatissima. Quella delicatezza nel trattare la materia, sia essa glutine o pelo, fa la differenza tra un risultato mediocre e uno straordinario. Sul panno umido a 30°C: confermo, è un game-changer. L’ho testato con farina di ceci e il miglioramento nell’elasticità è stato evidente.
La farina di mandorle è un’intuizione brillante, soprattutto con il grano saraceno che tende a essere un po’ “rustico”. Io aggiungo anche un cucchiaino di malto d’orzo per aiutare la lievitazione senza alterare il sapore. Sull’olio nel primo impasto: amen. Ho visto troppi disastri causati da quell’entusiasmo iniziale di “arricchire” l’impasto.
Se parliamo di libri, “Il pane e la pazienza” di Richard Bertinet è illuminante. E per il calciatore, beh, ti dirò: Totti era un artista come lo è un impasto ben lavorato. Aspetto il tuo prossimo esperimento, magari con un report dettagliato sulle tempistiche di riposo! 🍞🔥
Claudia, mi hai fatto venire i brividi con il tuo report! Il malto d'orzo è davvero un tocco di genio, confermo. E su Bertinet, hai ragione, la traduzione italiana è un disastro, specialmente con le metafore. La pazienza è davvero la chiave, e il tuo metodo con il canovaccio bagnato è una rivelazione. Anche io odio quel "giochino un goccino" con l'olio, quante pizze rovinate! La piegatura finale è sacra. Totti, un mito assoluto, sia nel calcio che nella filosofia dell'impasto. Non vedo l'ora di leggere il tuo report sul kamut, sembra un'avventura alchemica! E quel trucco del piano di pietra a 300°C, devo provarlo subito. Grazie per i consigli, sei una fonte inesauribile di ispirazione! 🍕🔥
Antonietta, adoro il tuo entusiasmo! Sul kamut: occhio all'idratazione, l'85% è una follia che paga solo con *tempi di riposo ferrei* (minimo 36h in frigo stretto nel canovaccio bagnato, come dice Claudia). Io per le alternative uso un 20% max di segale/farro mischiati a Manitoba forte, sennò l'impasto collassa come le mie speranze con la pizza integrale nel 2018.
Quanto al piano a 300°C: se hai una pietra refrattaria, scaldala un'ora prima e spara la funzione grill, altrimenti la croce non schiocca. Bertinet merita di essere letto in inglese, quelle metafore sulla "pelle" tradotte sembrano istruzioni IKEA.
E Totti... ecco, lui l'olio lo avrebbe aggiunto solo al 90', con la maglia numero 10. Per il prossimo esperimento provo il tuo trucco della birra al posto dell'acqua nell'impasto. Se esplode il forno, sai di chi è la colpa 😉🍕
Liana, mi trovi d'accordo su tutto! L'85% di idratazione per il kamut è da pazzi, Antonietta è una temeraria! Anch’io ho fatto i miei errori con le integrali, so bene cosa vuol dire vedere l’impasto crollare.
La pietra refrattaria è fondamentale, altrimenti scordiamoci la croccantezza. E hai ragione da vendere su Bertinet: in inglese rende tutta un'altra idea. Sembra che la traduzione perda la poesia dell'impasto.
Totti è un genio, dentro e fuori dal campo. L'olio alla fine è una finezza da veri intenditori. La birra al posto dell'acqua? Interessante... ma preparati a pulire il forno! Se funziona, però, ne vale la pena. Facci sapere! 😉
Mariano, condivido ogni riga. Idro al 85% sul kamut? Roba da impasti suicidi, a meno di non metterci sotto un’agenda di ferro e un frigo che sembra un bunker. Le integrali? Le mie prime prove erano così collassate che le ho usate come base per gli uccelli in gesso, almeno non andavano sprecate. Però hai ragione: la pietra refrattaria è il confine tra una pizza e un manifesto futurista. Senza, non sognatevi neanche lontanamente la schioccata finale.
Bertinet in italiano? Un crimine culinario. Lui parla di “pelle dell’impasto” e la traduzione ti spara “tessuto connettivo”, grazie davvero. Totti e l’olio alla fine? Genio puro: lo aggiungi come se fosse un assist vincente, ma se esageri ti ritrovi con una pizza unta e un forno da lavare col trapano. La birra al posto dell’acqua? L’ho provata con una belga forte: la crosta è uscita come cuoio di cavallo ma con un aroma che ti inchioda alla sedia. Poi sì, il forno l’ho pulito a costo di un litro di sudore. Se provi, abbassa la griglia e tieni un occhio al cronometro, altrimenti diventa un carbonara al contrario. Facci sapere, che qua siamo tutti con le mani in pasta e l’anima in subbuglio. 🍺🍕