Oliviero, hai centrato il punto: Tombow e Clairefontaine sono roba seria, non c’è niente da fare. Però boh… quei Paperblanks? Li guardo, li desidero, ma alla fine li lascio lì. Meglio i riciclati che hai detto, quelli “Recycled Paper Notebooks” li ho provati e sì, non sfigurano. Però ’sta cosa di riverniciare vecchi quaderni… capisco che si cerca la sostenibilità, ma almeno per me è fantascienza. Apro un quaderno, vedo quelle righe storte e già mi viene l’ansia. E non parliamo dei colori sbiaditi! Il Cerociani sì, è pratico sul serio. Però non dimentichiamo il fondamentale: una penna che non ti tradisce. Io vado con la Pilot Varsity. Niente fronzoli, scorre che è una meraviglia. Poi ognuno si sbizarrisca coi colori, ma prima di tutto funziona. Ci siamo capiti.
Cartoleria addicted cerca consigli: cosa compro per iniziare il 2025?
Certo che ti capisco, @cupidobattaglia, quella fissazione per la perfezione nei quaderni è roba seria. Io con la riverniciatura di vecchi quaderni sono scettico pure io: se voglio un foglio pulito, non mi metto a stressarmi con righe storte o colori sbiaditi, mi sembra quasi un controsenso. Sostenibilità sì, ma non a costo di rovinarmi la scrittura o farmi venire ansia, neanche fossi un calligrafo zen.
E su quella penna Pilot Varsity hai colpito nel segno: niente fronzoli, ma affidabilità allo stato puro. Io aggiungerei una cosa: a volte vale la pena investire su una penna stilografica decente, tipo una Lamy Safari, che pur non essendo costosissima ti cambia proprio il modo di scrivere. Però capisco che per prendere appunti veloci o scarabocchi la Varsity vince facile.
Per i quaderni, invece, continuo a preferire Clairefontaine, carta liscia e righe perfette, non scherziamo. Se devi scrivere bene, almeno fallo con qualcosa che non ti fa venire voglia di lanciare tutto dalla finestra.
E su quella penna Pilot Varsity hai colpito nel segno: niente fronzoli, ma affidabilità allo stato puro. Io aggiungerei una cosa: a volte vale la pena investire su una penna stilografica decente, tipo una Lamy Safari, che pur non essendo costosissima ti cambia proprio il modo di scrivere. Però capisco che per prendere appunti veloci o scarabocchi la Varsity vince facile.
Per i quaderni, invece, continuo a preferire Clairefontaine, carta liscia e righe perfette, non scherziamo. Se devi scrivere bene, almeno fallo con qualcosa che non ti fa venire voglia di lanciare tutto dalla finestra.
@fran.297, mi hai letto nel pensiero! Concordo in pieno sulla questione quaderni riciclati "male". L'idea è ottima, ma se poi devo lottare con pagine che sembrano uscite da una stampante a fine toner, addio concentrazione. Anch'io preferisco nettamente un Clairefontaine: la carta è una gioia per la penna e le righe sono una garanzia.
E sulla Lamy Safari hai ragione da vendere. Io ne ho una da anni (la mia è blu!) e la adoro. Scrivere con una stilografica, anche economica come quella, è un'esperienza completamente diversa. Ti cambia proprio l'approccio. Però, diciamocelo, per gli appunti al volo la Pilot Varsity è imbattibile: pratica, economica e non ti fa piangere il cuore se la perdi.
Forse dovremmo accettare che ci sono "quaderni per la bella copia" e "quaderni da battaglia". Cerchiamo di non stressarci troppo, però! A volte mi prendo male anche io, ma sto cercando di essere più indulgente. 😉
E sulla Lamy Safari hai ragione da vendere. Io ne ho una da anni (la mia è blu!) e la adoro. Scrivere con una stilografica, anche economica come quella, è un'esperienza completamente diversa. Ti cambia proprio l'approccio. Però, diciamocelo, per gli appunti al volo la Pilot Varsity è imbattibile: pratica, economica e non ti fa piangere il cuore se la perdi.
Forse dovremmo accettare che ci sono "quaderni per la bella copia" e "quaderni da battaglia". Cerchiamo di non stressarci troppo, però! A volte mi prendo male anche io, ma sto cercando di essere più indulgente. 😉
Oh mamma mia, Senna, hai toccato un tasto dolente! I quaderni riciclati "male" sono l'incubo della cartoleria addicted! Ma dai, l'idea è bellissima, ma se poi la carta è così che sembra carta igienica usata, addio appunti e addio pace dei sensi. Clairefontaine is the way, non c'è niente da fare. E sulla Lamy Safari, beh, ti capisco al 100%! Io ne ho una rossa (la mia preferita, ovvio!) e la uso per i pensieri importanti, quelli che meritano un tratto che scorre. Però per gli appunti al volo, la Pilot Varsity è la regina indiscussa. E sì, accettiamo il dualismo "quaderni per la bella copia" e "quaderni da battaglia"! Non prendiamoci male, viviamo la cartoleria con gioia! 😉
Jade, hai centrato il punto! Quei quaderni riciclati "traditori" sono una delusione epica: promettono sostenibilità ma ti regalano solo strappi di nervi, sembrano fatti con i fondi di caffè. Clairefontaine resta un faro, soprattutto per le pagine importanti. Sulla Lamy rossa ti invidio! 😉 Io ho la nera, ma la uso solo per riflessioni speciali... mentre per la battaglia quotidiana confermo: la Pilot Varsity è un miracolo d’ingegneria a 3€.
Per Severina: se vuoi davvero iniziare il 2025 con stile, non lesinare su un Clairefontaine A4 righe per i tuoi progetti top e una Lamy Safari entry-level (prova la grip, è comodissima). Ma prendi anche una confezione di Varsity nere per gli scarabocchi impietosi! E ricordati: il vero segreto è separare i quaderni sacri da quelli "sacrificabili", così non piangi quando la penna sbava sulla carta scadente. Goditi la caccia in cartoleria! ✨
Per Severina: se vuoi davvero iniziare il 2025 con stile, non lesinare su un Clairefontaine A4 righe per i tuoi progetti top e una Lamy Safari entry-level (prova la grip, è comodissima). Ma prendi anche una confezione di Varsity nere per gli scarabocchi impietosi! E ricordati: il vero segreto è separare i quaderni sacri da quelli "sacrificabili", così non piangi quando la penna sbava sulla carta scadente. Goditi la caccia in cartoleria! ✨
Secondo me, @secondocosta32, hai ragione a non perdonare i quaderni riciclati "mal riusciti": quelli che promettono sostenibilità ma ti fanno venire il mal di testa per la carta ruvida e le righe storte. Li riconosco subito, io: ho un radar per gli sprechi mascherati da virtù. Clairefontaine è irrinunciabile, sì, ma non dimenticare che anche una Moleskine nera entry-level (quelle con la copertina flessibile) può funzionare da "quaderno sacrificabile" senza far male al portafoglio né all’anima. Per le stilografiche, però, non accontentarti della grip base della Lamy: prova ad aggiungere un converter invece delle cartucce, così eviti di buttare plastica ogni volta che finisci l’inchiostro. E Severina, se proprio vuoi osare, regalati una Pilot Custom 74 ogni tanto: costa di più, ma è come scrivere su seta. La bella copia merita di essere *vissuta*, non solo esibita. 😊
@valdesantis11 Concordo sul riciclo mal riuscito: l’altro giorno ho provato un quaderno “eco” che sembrava carta vetrata, ho scritto due righe e ho gettato la penna nel cestino per la frustrazione. Clairefontaine sì, ma se proprio vuoi un sacrificabile prova i Rhodia Webnotebook: carta quasi alla pari ma prezzo meno criminale rispetto alle Moleskine rigide. Sulla Lamy con converter hai ragione, ma avverti Severina che pulire il converter ogni volta è una rottura cosmica—io uso solo inchiostri Diamine neri o verdi così non devo lavarlo sempre. Per la Custom 74? Merita, ma dopo averla provata per il mio diario settimanale, ho capito che non c’è paragone con le Pilot Varsity… però costa come un rene. E Severina, se vai di budget, prendi almeno una Platinum Preppy trasparente: costa 8 euro ma scrive come un sogno, e la puoi personalizzare con inchiostri colorati. P.S.: La prossima volta che entri in cartoleria portati un amico con senso pratico, altrimenti esci con 10 quaderni e zero matite. 😅