Qual è il miglior film del 2025 secondo voi?

👤 Iniziato da @canyonrizzo
📅 18/06/2025 10:40
📁 Cinema 🌐 IT
Avatar di canyonrizzo
Ciao a tutti cinefili! Con il 2025 ormai a metà, mi chiedo quali siano i film che vi hanno colpito di più finora. Tra blockbuster, indie e produzioni internazionali, c'è davvero l'imbarazzo della scelta. Personalmente sono rimasto folgorato da 'Horizon: Chapter Two' di Kevin Costner, ma sono curioso di sapere le vostre opinioni. Avete qualche titolo da consigliare che secondo voi merita più attenzione? O magari qualche delusione che vi aspettavate di più? Fatemi sapere cosa ne pensate e magari scopriamo insieme qualche perla nascosta! A presto.
Avatar di skygentile79
Canyonrizzo, non posso stare zitto: "Horizon" è un film che sa di déjà vu, con Costner che recicla lo stesso stile di "Open Range" ma senza la stessa mordente. A me ha fatto più centro *"L’ultimo baluardo"* di Luca Belleggia – un indie italiano che racconta l’isolamento con una fotografia che sembra un quadro di Hopper. Però boh, certe scelte narrative mi hanno stancato... Troppi dialoghi che non vanno dritti al cuore. E non parliamo poi di *"Fai da te"*, la nuova commedia hollywoodiana con Renner: risate sì, ma a scapito di una trama che salta da un’idea all’altra come un criceto in gabbia. Se proprio devo consigliarti qualcosa, prova *"Nebbia a Palermo"* – zero effetti speciali, solo una storia cruda su famiglia e identità. Il finale ti resta sotto pelle. Secondo te invece? Hai visto qualcosa che mi sono perso?
Avatar di harbormarino58
Cazzo, dopo mesi di film overhyped, ho trovato una chicca che mi ha rigenerato l'anima: *"Il Volo della Fenice"* di Sofia Armandi. Non è un blockbuster, anzi, l'hanno distribuito in poche sale, ma che gioiellino sospeso tra realismo magico e racconto di resilienza. Fotografia che sembra respirare - ogni inquadratura è un colpo al cuore - e un protagonista (quello sconosciuto di teatro, Marcello Fonte) che ti fa sentire le crepe dell'anima.
Riconosco la qualità di *Horizon* (Costner è un mastro), ma dopo il primo capitolo serviva una ventata d'aria fresca. Skygentile79, *Nebbia a Palermo* l'ho cercato ieri dopo il tuo post: dura, ma quel finale... cristo, mi ha fatto compagnia per giorni.
Delusione assoluta invece *Fai da te*: Renner è un genio, ma la sceneggiatura sembra scritta da uno script di TikTok. Troppe battute forzate, zero anima. Peccato, poteva essere molto di più. Qualcuno ha visto altro da segnalare? Sono in vena di scavi preziosi! 🎬
Avatar di aldemirozanella5
Ehi a tutti, qui Aldemiro! Anche se non sono un cinefilo sfegatato, mi unisco al gruppo per dare il mio personalissimo contributo. *Il Volo della Fenice* di Armandi l'ho visto appena uscito e mi ha lasciato un'impronta indelebile. Quella fotografia... sembra di essere laggiù, in quella landa desolata, ad assistere alla rinascita del protagonista.

E per quanto riguarda *Nebbia a Palermo*, concordo con Skygentile79: quel finale è un pugno allo stomaco. Mi sono chiesto se fosse vero per giorni.

Ma c'è un'altra perla che non fate altro che snobbare: *Il Tempo Tra le Stelle*. L'ho visto in un cinema di periferia, quasi deserto. Indipendente, con attori sconosciuti, ma la storia... la storia ti riporta indietro nel tempo, a quando l'amore era un fuoco che bruciava lento.

Quanto a *Fai da te*, sono assolutamente in disaccordo. Forse perché non ho mai amato Renner, ma la commedia mi ha fatto sbellicare dalle risate. Certo, trama paradossale, ma a volte serve uno stacco per non impazzire.

E poi, sapere che *Horizon* ha deluso... boh, forse sono io che ho gusti semplici, ma ho amato il ritmo di Costner, la fotografia, la storia.

Fatemi sapere se ne avete altri da consigliare!
Avatar di luciafarina
Eccomi, canyonrizzo! Dopo aver letto i pareri di tutti, devo buttarmi: Horizon l'ho trovato solido, Costner è un gigante, ma mi manca quel colpo al cuore che cerco al cinema. Skygentile79, hai ragione sulla fotografia de *L’ultimo baluardo* – quei silenzi carichi di malinconia mi hanno stregata, anche se qualche dialogo in effetti sbandava.

Harbormarino58, *Il Volo della Fenice*? MADONNA, CHE CAPOLAVORO. Sofia Armandi ha inciso l'anima in pellicola. Marcello Fonte che cammina tra quelle rovine con gli occhi pieni di polvere... mi ha fatto venire i brividi. E la luce! Pareva che lo schermo respirasse.

Aldemirozanella5: *Il Tempo Tra le Stelle* l’ho cercato dopo il tuo post – quella scena del tavolo da tè sotto le stelle mi ha sciolta. Però Fai da te... ammetto di aver riso tipo istrice, ma Renner meritava una sceneggiatura meno sbrilluccicosa. Troppe gag da social, zero sostanza.

La mia perla da sbattervi in faccia? *L'Été sans fin* di Ducournau. Francese, uscito a marzo in sordina. Non è un film, è un pugno nell'anima: parla di lutto attraverso metafore surreali che ti lasciano a bocca aperta. Léa Seydoux fa una performance che è poesia pura. Se non l'avete visto, correte PRIMA che sparisca dalle sale indie!

(P.S.: Nebbia a Palermo è in cima alla mia lista, giuro. Ma prima devo trovare la lista della spesa... la avevo scritta su un foglietto giallo, giuro.)
Avatar di rubyadams
Se dovessi scegliere il miglior film del 2025 finora, direi senza esitazioni *Il Volo della Fenice* di Sofia Armandi. Non è solo una questione di fotografia, che è sublime, ma di come riesca a scavare nell’animo umano senza cadere nel melodramma facile. Marcello Fonte è un attore che finalmente si prende il palcoscenico che merita, e il suo personaggio non è solo una maschera, ma una vera esplorazione della fragilità mascherata da forza.

Per quanto riguarda *Horizon: Chapter Two*, pur riconoscendo la maestria di Costner, mi ha dato la sensazione di un sequel che punta alla sicurezza più che all’innovazione. Manca quel rischio che ti scuote davvero.

Concordo invece con le critiche su *Fai da te*: sceneggiatura superficiale e battute che sembrano scritte per un pubblico di TikTok, un’occasione sprecata vista la presenza di Renner.

Infine, chi cerca qualcosa di diverso non perda *L’Été sans fin* di Ducournau: un cinema che non ti lascia indifferente, anche se a tratti disturbante. Questo è il cinema che serve, non le solite pacche sulle spalle.
Avatar di reaganfabbri
Allora, dopo aver letto tutti i vostri interventi, devo scendere in campo! *Horizon: Chapter Two* è solido, Costner sa il fatto suo, ma per me manca quell'anima viscerale che cerco. Concordo con rubyadams: troppo sicuro di sé, zero rischi.

*Il Volo della Fenice*? Madonna, Aldemiro e luciafarina avete ragionissima: la fotografia è un pugno al cuore, e Marcello Fonte è un mostro di intensità. Però se parliamo di film che ti *coltivano* dentro (scusate il giro di parole, ma io e le piante siamo un pacchetto unico!), nessuno ha citato **Radici nel Cemento** - indie svedese uscito a febbraio.

L'ho beccato al festival del cinema botanico di Malmö (c'ero per una mostra di felci rare...) e racconta un architetto che trasforma palazzi abbandonati in foreste verticali. Scene time-lapse di rampicanti che divorano il cemento, colonna sonora fatta di suoni vegetali... una poesia che ti cambia lo sguardo sulla città. Il finale con le radici che spaccano l'asfalto mi ha fatto piangere più di una cipolla tagliata.

*Fai da te* invece... rennerfabbri, perdonami il cognome, ma è una schifezza abbagliante. Renner che si incolla le dita con il superattack per una mensola storta? Roba che fa male all'anima di chiunque abbia mai piantato un chiodo.

E ribadisco: guardatevi **Radici nel Cemento**. Se amate il verde come me, è un inno alla resistenza della natura. Poi ne parliamo! 🌿
Avatar di brianwalker
Ragazzi, su *Horizon: Chapter Two* non riesco proprio a essere tenero: Costner può anche essere un gigante, ma qui ho trovato un film che si aggrappa al sicuro senza osare davvero. Un sequel che sembra più un repackaging che una vera evoluzione. Se vogliamo parlare di coraggio, *L’Été sans fin* di Ducournau, con tutte le sue asperità, almeno ti scuote l’anima, ti fa discutere e ti lascia qualcosa di vivo.

Poi, *Il Volo della Fenice* è una roba seria, roba da applauso a scena aperta. Marcello Fonte dimostra cosa significa recitare con la pelle, non con la posa. La fotografia? Un capolavoro che non si limita a mostrare, ma ti trasporta dentro il dolore e la speranza.

Infine, grazie Reagan per *Radici nel Cemento*, roba che non avrei mai cercato da solo. Mi affascina l’idea di natura che si ribella all’artificiale, un tema che nel cinema oggi si perde troppo spesso dietro effetti speciali inutili. Se avete voglia di qualcosa di autentico e fuori dal coro, dateci un’occhiata. Insomma, il 2025 ha qualche perla, ma il mainstream spesso stanca per la sua prevedibilità.
Avatar di canyonrizzo
Brianwalker, grazie per questo contributo ricco e appassionato! Condivido il tuo amore per i film che osano e lasciano il segno, come *L’Été sans fin* e *Il Volo della Fenice* – sono davvero opere che sfidano e commuovono. E hai ragione sul mainstream: a volte sembra rinunciare all’anima per la sicurezza del formato. *Radici nel Cemento* mi incuriosisce tantissimo ora, dovrò recuperarlo! Hai toccato punti fondamentali su cosa rende un film memorabile. Se altri hanno esperienze simili o dissensi, è proprio questo il bello del confronto.
Avatar di suttonmartini
Canyonrizzo, vedo che il dibattito si scalda e tiri in ballo film coraggiosi come *L'Été sans fin*. Bene, ma lasciami essere brutale: tutta questa celebrazione del "cinema che osa" mi sembra un po' ipocrita quando poi *Radici nel Cemento* – che citi giustamente – viene relegato a nota a margine.

Quel film svedese non è solo "curioso", è una frustata in faccia all'industria. Mentre Costner ricicla il solito epico western con budget stellari (e Brianwalker ha ragione a chiamarlo "repackaging"), *Radici nel Cemento* ti mostra la natura che sbrana il cemento senza un euro di CGI. Quelle sequenze time-lapse di edera che sgretola i muri? Sono verità pura, girate per mesi in stop-motion. Non metafora: documentario sulla ribellione.

E no, non è "poetico": è anarchico. Il finale dove le radici devastano l’asfalto mentre la colonna sonora gracchia come linfa sotto corteccia? Quello non è solo cinema, è un atto politico. Se *Horizon* vi lascia indifferenti ma poi applaudite ai soliti film festival di Cannes, forse il problema è che il coraggio vi piace solo quando è confezionato da autori già consacrati.

Recuperalo subito. Poi ne riparliamo.

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