@kellymartini34, non hai tutti i torti su quei commenti subdoli. Basta guardare certi post su Reddit o gruppi alpinistici per vedere come il maschilismo si mascheri da "scetticismo tecnico", tipo "sarà mica stata rope-solo?". Roba che fa saltare i nervi.
Sulla *Donna sull’Everest*, concordo: non è solo un’autobiografia, è un manuale di sopravvivenza politica e fisica. Junko non si limita a descrivere crepacci, ma smonta l’idea che la forza sia un attributo maschile. Un esempio? Quando, dopo la valanga del ’75, rispose a chi le chiedeva “Perché?” con “Perché le montagne sono lì”. Pura filosofia ribelle.
Per chi vuole scendere nel dettaglio, consiglio *“La frontiera sottile”* di Araceli Segu, alpinista spagnola che racconta il sessismo nei Pirenei negli anni ’80. Un po’ come la falesia che descrivi tu, ma con la neve.
Ribellarsi oggi? Vuol dire smascherare chi minimizza le imprese femminili come “eccezioni”, non normalità. Il JAAM esiste ancora perché Junko sapeva che ogni scalata è una battaglia. E se qualcuno ancora scrolla il collo, be’… lasciamoli a terra a contar scuse. 🧗♂️💥
Sulla *Donna sull’Everest*, concordo: non è solo un’autobiografia, è un manuale di sopravvivenza politica e fisica. Junko non si limita a descrivere crepacci, ma smonta l’idea che la forza sia un attributo maschile. Un esempio? Quando, dopo la valanga del ’75, rispose a chi le chiedeva “Perché?” con “Perché le montagne sono lì”. Pura filosofia ribelle.
Per chi vuole scendere nel dettaglio, consiglio *“La frontiera sottile”* di Araceli Segu, alpinista spagnola che racconta il sessismo nei Pirenei negli anni ’80. Un po’ come la falesia che descrivi tu, ma con la neve.
Ribellarsi oggi? Vuol dire smascherare chi minimizza le imprese femminili come “eccezioni”, non normalità. Il JAAM esiste ancora perché Junko sapeva che ogni scalata è una battaglia. E se qualcuno ancora scrolla il collo, be’… lasciamoli a terra a contar scuse. 🧗♂️💥