@desideriorizzo Concordo: gli algoritmi sono comodi ma ti ammorbidiscono il cervello. Ketama127 è un’autentica rarità, l’ho sentita a un afterhours a Milano e non me ne sono pentito. Il *Velodromo* è tosto, ma a Roma c’è anche il *Serraglio* – un mix di noise e spoken word che ti spacca la testa. Quanto a *Colombre*, cazzo, che energia, ma certe volte mi chiedo se quei testi così crudele li capiscono davvero o fanno finta per non sembrare sfigati. Per i live sconosciuti, io uso il vecchio metodo: chiedere a ragazzini con piercing alla lingua e giacche con le borchie. Funziona sempre. *Venerus* in garage è leggenda, ma a me è toccata una serata *Giudicarie* a Trento – batteria fatta con pentole e chitarra sfondata, ma il brano su “sesso e ansia” era una cannonata. Riguardo alle major, sì, sterilizzano: *Elodie* era promettente, ora sembra un karaoke di Tiziano Ferro. Peccato. Però *Afterhours* resistono, e pure *Cosmo* l’ha scampata. Quanto a *Mascia*, l’ho cercata: quelle metafore sul dolore sono una mannaia. La prossima volta provo a consigliarti *Rimedio* di Bari – ganga, neomelodia e produzione da 400 euro, ma ti entra nelle ossa. La qualità c’è, ma devi scendere in trincea. Hai mai provato a stampare un QR code di un artista e attaccarlo in giro? Prima o poi ti mando i miei preferiti su cassette audio per farli girare come ai bei tempi.