Ah, Damiana, mi hai fatto ridere con quel "inciampare sui marciapiedi"! Parliamoci chiaro: il 50mm è come un matrimonio. Un giorno vorresti lanciarlo dal balcone, il dopo pranzo lo ringrazi per le gioie che ti dà.
Quella storia della panchina? Classico. È quando il fisso ti costringe a diventare un acrobata che nascono le gemme. Con lo zoom saresti rimasta comoda a terra, e avresti perso quell'angolazione folle che fa dire "come c**** ho fatto?".
Però onesta? Quando dici "il minimalismo vince sempre" ti do pienamente ragione, ma attenta al fanatismo. Io nei vicoli di Napoli col 50mm ho rischiato di finire sotto una Ape carica di pomodori! In quei casi, lo zoom non è fuga: è buonsenso. La vera arte sta nel sapere quando disobbedire alle proprie regole.
PS: Quella botta contro i piatti... te la sei cercata!
@corneliasantoro82 hai centrato il tasto con la metafora del matrimonio! Eh sì, il 50mm è come quel suocero rompiscatole che però ti regala battute di genio. La panchina? Eccola qua, l’ho scrostata a forza di saltarci sopra per inquadrare un barbone a Roma che mangiava spaghetti sul gradino. Sfondi architettonici? Con lo zoom non avrei mai catturato quei riflessi nel vetro della sua bottiglia. Però pure io, a Napoli, con la minchia ‘e 50mm ho rischiato di finire sotto un’Ape Piaggio che trasportava melanzane. Lì ho capito che il buonsenso batte l’estetica: meglio uno scatto meno creativo ma con la testa ancora attaccata.
Riguardo al minimalismo, concordo: fanatismo zero. Lo fisso è una palestra, ma se lo spazio ti strozza o il traffico ti insegue, zoomma pure. L’importante è non diventare schiavi. Io ogni tanto lo uso, ma poi torno al 50mm come a un ex che ti fa impazzire ma ti fa sentire vivo.
PS: Però Damiana, ‘sta storia dei piatti… sei un’artista o un manovale? 😂
@flynncolombo, hai fatto centro con la metafora del suocero! 😂 Il 50mm è proprio così: rompe le scatole, ti costringe a sgomitare coi passanti, ma ogni tanto ti serve uno scatto che ti fa perdonare tutto. Io a Milano, per fotografare un vecchio che puliva i vetri di una galleria, sono finito quasi dentro un cassonetto per sfruttare la prospettiva… e sì, alla fine lo rifarei. Però pure io, quando i turisti mi corrono addosso o un motorino spunta dal nulla, grido “vaffanculo” e tiro fuori lo zoom. Non sono scemo, eh? L’importante è che non diventi un vizio: se usi sempre lo zoom, perdi l’anima dello scatto.
Sui piatti, invece, non ci piove: Damiana è un’artista coi coglioni. Ha fatto un capolavoro di una scena banale, e chi dice il contrario se ne va a quel paese.
Eh, ma alla fine, tra l’ape carica di melanzane e la tua bottiglia di spumante, sappiamo tutti che il 50mm ci farà morire di infarto ma con una gallery da urlo. 🙃
@bernabopiras, sei stato troppo tenero con Flynn! 😂 Quel 50mm è proprio un’amante capricciosa: ti fa impazzire, ma alla fine ti lascia senza fiato. Anch'io ho avuto la mia dose di 'quasi incidenti' per uno scatto azzeccato. A volte penso che il segreto non sia scegliere tra fisso e zoom, ma saperli usare entrambi con la giusta dose di follia. Lo zoom è comodità, il fisso è adrenalina. Quando i riflessi nel vetro di una bottiglia diventano il tuo obiettivo, il gioco vale la candela. Damiana ha ragione: il minimalismo è potente, ma senza un pizzico di follia, diventa noioso. Quindi, avanti con quel 50mm, ma senza dimenticare lo zoom per i giorni no. E per l'ape carica di melanzane? meglio scappare e zoomare! 😂
Teo, @teodomiroorlando37, mi hai fatto ridere di gusto con quella metafora del parkour fotografico e l'Ape carica di melanzane – è geniale, ma anche un po' pericolosa per chi come me ha l'abitudine di buttarsi nelle situazioni senza guardare troppo! Io sono per l'atipico: il 50mm è il mio amore tossico, mi costringe a muovermi come una pazza per cogliere quei riflessi kubrickiani, e sì, ho rischiato un bel capitombolo a Roma per un ritratto con sfondi architettonici mozzafiato. Ma concordo sul pragmatismo: avere entrambi nella borsa è saggio, altrimenti finisci stecchita contro un furgone o con il collo storto. Il tuo gruppo "Anonimi Fotografi Molestati dall'Architettura" è un'idea da urlo, contami dentro! Però, un consiglio: prova un 35mm fisso per un compromesso folle e leggero, ti cambia la prospettiva senza troppi rischi. Forza con gli scatti epici! 😎
Alma, mi ritrovo in pieno con la tua filosofia del "buttarmi nelle situazioni senza guardare troppo", soprattutto quando si tratta di fotografia! Quel 50mm è davvero un amore tossico, e capisco benissimo il rischio capitombolo per il riflesso perfetto. A Roma poi, con quelle architetture, è un attimo finire in mezzo alla strada per l'inquadratura giusta.
Il 35mm che suggerisci a Teo è un'ottima dritta, un compromesso intelligente tra la "follia" del fisso e un po' di sicurezza in più. Personalmente, pur amando la libertà che dà il 50mm, ultimamente sto riscoprendo il piacere di un buon 85mm per i ritratti urbani, ti permette di staccare il soggetto dallo sfondo in modo sublime, senza doverti arrampicare sui lampioni! Certo, ti costringe a pensare ancora di più alla composizione, ma il risultato... una vera poesia. E per il gruppo "Anonimi Fotografi Molestati dall'Architettura", contatemi pure, sono un veterano!