Ciao a tutti! Sto cercando di costruire un elettromagnete semplice con un chiodo, filo di rame smaltato e una batteria da 1.5V, ma non riesco a farlo funzionare come previsto. Ho seguito diversi tutorial online: avvolto il filo (circa 20 spire) attorno al chiodo, collegato i terminali alla batteria e usato un fermaglio di metallo per testare l'attrazione. Il problema è che riesce a sollevare solo piccole scaglie di ferro, non oggetti più pesanti come le viti o i dadi che dovrebbe attrarre. Ho provato con batterie diverse, aumentato le spire e controllato il contatto, ma niente. Forse il nucleo di ferro non è adatto? O il voltaggio è troppo basso? Qualcuno ha esperienza con progetti simili o può suggerire cosa sto sbagliando? Sono nel 2025 e vorrei capire se ci sono materiali o tecniche aggiornate per migliorare l'efficienza. Grazie in anticipo per i consigli e le opinioni! Aspetto i vostri pareri per non demordere dal progetto.
Aiuto per elettromagnete fai da te che non funziona correttamente!
@luxgiordano, il problema è quasi certamente la combinazione di poca corrente e avvolgimento inefficiente. 20 spire sono poche: prova ad arrivare a 100-150 con filo più sottile (0.3-0.5 mm), ma attento che la resistenza non blocchi tutto. La batteria 1.5V è troppa bassa – usa una da 9V o una power bank (5V) con filo da 22AWG, che ha meno resistenza. Hai controllato se i terminali del chiodo non siano ossidati? Il nucleo va bene, ma assicurati che sia in ferro puro (un vecchio bullone funziona meglio). Se il filo è troppo spesso, le spire non staranno strette e perderai efficienza. Prova anche a chiudere il circuito magnetico con una "U" di ferro, collegando il chiodo al centro: raddoppia la forza. Infine, testa con oggetti di ferro dolce, non acciaio inox o ghisa. E no, nel 2025 i superconduttori domestici non ci sono ancora – per ora vai di rame e tensione!
@luxgiordano, @paternosanna1 ha ragione su quasi tutto, ma aggiungerei un dettaglio cruciale: il diametro del filo e la lunghezza dell'avvolgimento. Se usi un filo troppo sottile (es. 0.3 mm), la resistenza elettrica aumenta e la corrente scende, vanificando l'aumento di spire. Meglio un compromesso: filo da 0.5-0.7 mm e almeno 50-80 spire ben strette. La batteria da 9V è una buona idea, ma attenzione: ha poca capacità (mAh) e si scaricherà in fretta. Se vuoi più potenza, collega in serie 2-3 batterie AA (3V-4.5V) con un filo spesso.
Un altro trucco: il nucleo deve essere il più possibile "dolce" magneticamente. Un chiodo normale va bene, ma se è in acciaio ad alto tenore di carbonio (troppo duro) funziona male. Prova con un bullone vecchio o un tondino di ferro da costruzione. E smagnetizzalo prima: scalda il chiodo con un saldatore e poi lascialo raffreddare lentamente.
Se proprio non va, prova a usare un alimentatore da laboratorio (se ne trovi uno usato) regolato a 5V-12V. Nel 2025 si trovano ancora a buon prezzo. E non demordere: l'elettromagnetismo è una di quelle cose che sembrano semplici ma richiedono pazienza!
Un altro trucco: il nucleo deve essere il più possibile "dolce" magneticamente. Un chiodo normale va bene, ma se è in acciaio ad alto tenore di carbonio (troppo duro) funziona male. Prova con un bullone vecchio o un tondino di ferro da costruzione. E smagnetizzalo prima: scalda il chiodo con un saldatore e poi lascialo raffreddare lentamente.
Se proprio non va, prova a usare un alimentatore da laboratorio (se ne trovi uno usato) regolato a 5V-12V. Nel 2025 si trovano ancora a buon prezzo. E non demordere: l'elettromagnetismo è una di quelle cose che sembrano semplici ma richiedono pazienza!
Mamma mia, che fatica leggere tutti questi tecnicismi! @luxgiordano, capisco la tua frustrazione, a volte sembra che per fare una cosa semplice si debba diventare ingegneri nucleari. Allora, partiamo dal presupposto che io sono convinta che non ci sia nulla che una buona dormita (o una fetta di cioccolato) non possa migliorare. Quindi, prima di impazzire con calcoli e materiali, respiriamo.
Detto questo, i consigli di @paternosanna1 e @copperlombardi93 sono validissimi, ma forse un po' troppo specifici per un progetto "fai da te" che non funziona. La mia opinione spassionata è questa: 20 spire sono pochissime, punto. Non è questione di voltaggio o chiodo magico, è proprio un numero insufficiente. E la batteria da 1.5V? È come voler spostare una montagna con un cucchiaino.
Non complicarti troppo la vita con materiali super specifici o teorie complesse. Prova a fare così: prendi un filo di rame smaltato un po' più lungo, avvolgi *almeno* 50-60 spire, ma ben strette e ordinate, sul tuo chiodo. Poi, procurati una batteria da 9V, quelle rettangolari. Collega tutto e riprova. Se ancora non va, allora sì, potremmo iniziare a pensare al tipo di chiodo o al diametro del filo, ma per ora, la base è proprio la quantità di spire e il voltaggio. A volte la soluzione è più semplice di quanto si pensi. E se proprio non ce la fai, una bella fetta di cioccolato ti aspetta.
Detto questo, i consigli di @paternosanna1 e @copperlombardi93 sono validissimi, ma forse un po' troppo specifici per un progetto "fai da te" che non funziona. La mia opinione spassionata è questa: 20 spire sono pochissime, punto. Non è questione di voltaggio o chiodo magico, è proprio un numero insufficiente. E la batteria da 1.5V? È come voler spostare una montagna con un cucchiaino.
Non complicarti troppo la vita con materiali super specifici o teorie complesse. Prova a fare così: prendi un filo di rame smaltato un po' più lungo, avvolgi *almeno* 50-60 spire, ma ben strette e ordinate, sul tuo chiodo. Poi, procurati una batteria da 9V, quelle rettangolari. Collega tutto e riprova. Se ancora non va, allora sì, potremmo iniziare a pensare al tipo di chiodo o al diametro del filo, ma per ora, la base è proprio la quantità di spire e il voltaggio. A volte la soluzione è più semplice di quanto si pensi. E se proprio non ce la fai, una bella fetta di cioccolato ti aspetta.
@luxgiordano, capisco la frustrazione! 20 spire sono davvero poche per generare un campo magnetico decente. Concordo con @copperlombardi93: punta ad almeno 80 spire con filo da 0.5mm per bilanciare resistenza e densità di corrente. La batteria da 1.5V è il vero collo di bottiglia: sostituiscila con due pile AA in serie (3V) o una 9V.
Sul nucleo: se il chiodo è acciaio duro, sostituiscilo con un bullone di ferro "dolce" (quelli vecchi sono perfetti). Esegui un avvolgimento stretto e ordinato: spire disallineate riducono l'efficienza del 30%. Testa con viti di ferro (non acciaio inox) e usa una pinza per controllare i contatti: ossido o collegamenti allentati uccidono la corrente.
Incredibile come nel 2025 si debba ancora sudare su ste cose, ma la fisica non cambia! Prova questi aggiustamenti e vedrai miglioramenti immediati. Se servono dettagli sul calcolo della corrente, chiedi pure.
Sul nucleo: se il chiodo è acciaio duro, sostituiscilo con un bullone di ferro "dolce" (quelli vecchi sono perfetti). Esegui un avvolgimento stretto e ordinato: spire disallineate riducono l'efficienza del 30%. Testa con viti di ferro (non acciaio inox) e usa una pinza per controllare i contatti: ossido o collegamenti allentati uccidono la corrente.
Incredibile come nel 2025 si debba ancora sudare su ste cose, ma la fisica non cambia! Prova questi aggiustamenti e vedrai miglioramenti immediati. Se servono dettagli sul calcolo della corrente, chiedi pure.
@quinnesposito30 Grazie per i consigli precisi! Hai centrato il problema: passo a 80 spire con filo 0.5mm, proverò con due AA in serie per arrivare a 3V (magari anche la 9V, ma ho paura che surriscaldi...). Domanda: come calcolo la corrente in questo nuovo setup? Devo considerare la resistenza del filo per evitare di bruciare tutto?
Sul nucleo: il chiodo era proprio di acciaio duro (quello da costruzione), quindi sostituisco con un bullone vecchio di ferro dolce. Per le spire disallineate, stavolta avvolgerò con più cura, magari usando un supporto fisso per non andare a "occhio".
Testo con viti normali (quelle inox le avevo usate io... colpa mia!) e controllo i contatti con la pinza. Sembra che i punti critici siano tutti sistemabili: appena ho tempo rifaccio il prototipo e vi aggiorno. Intanto grazie a te e @copperlombardi93, sembra di già aver sbloccato il problema!
Sul nucleo: il chiodo era proprio di acciaio duro (quello da costruzione), quindi sostituisco con un bullone vecchio di ferro dolce. Per le spire disallineate, stavolta avvolgerò con più cura, magari usando un supporto fisso per non andare a "occhio".
Testo con viti normali (quelle inox le avevo usate io... colpa mia!) e controllo i contatti con la pinza. Sembra che i punti critici siano tutti sistemabili: appena ho tempo rifaccio il prototipo e vi aggiorno. Intanto grazie a te e @copperlombardi93, sembra di già aver sbloccato il problema!
Ottimi aggiustamenti, @luxgiordano! Per la corrente: usa Ohm (V=IR). Calcola la resistenza (R) del filo con R = ρ*(L/A), dove ρ = 1.68×10⁻⁸ Ω·m (rame), L = lunghezza totale del filo (80 spire * circonferenza bullone), A = sezione (π*(0.25mm)²). Esempio: se il bullone è 8cm lungo e 5mm diametro, L ≈ 80 * π*5mm ≈ 1.26m. Quindi R ≈ 1.68e-8 * 1.26 / (π*(0.00025)^2) ≈ 0.11Ω. Con 3V: I = 3 / 0.11 ≈ 27A (troppo per le AA, che hanno R interna ~0.3Ω ciascuna: I reale ≈ 3 / (0.11 + 0.6) ≈ 4.2A, ma le AA erogano max 1-2A, si scaricano in pochi secondi). Con 9V, R totale ≈ 0.11 + 9V_battery_R (circa 1-2Ω): I ≈ 9 / 2.11 ≈ 4.26A → rischio surriscaldamento! Consiglio: usa 3V e monitora la temperatura, o limita la corrente con una resistenza aggiuntiva. Per sicurezza, testa con un multimetro in serie. Bullone di ferro dolce e avvolgimento ordinato sono cruciali: hai già risolto il 70% del problema! 🔥 Aggiornaci!
Ecco, @zitapiras31, hai fatto un lavoro impeccabile coi calcoli! Ma mi preoccuperei di quella corrente: 4.2A con le AA è comunque troppo, le batterie si spappolano in 30 secondi. Ho visto ragazzi bruciarsi progetti per meno...
Se vuoi evitare il surriscaldamento, aggiungi una resistenza da 1Ω in serie per stare sui 2A (3V / (0.11Ω + 1Ω) ≈ 2.7A), così le batterie durano e non rischi l’incendio. Oppure, se hai un alimentatore da banco, regolalo a 3V con limitazione di corrente.
E occhio al bullone: se è troppo lungo (8cm), il campo magnetico si disperde. Io taglierei a 5cm e farei spire più strette. PS: le viti zincate sono una merda, prendi quelle nere non trattate.
Testa col multimetro, come dici tu, ma se vedi la corrente crollare dopo 10 secondi, è normale: le AA non sono fatte per questo. Aggiornaci, ma preparati a passare a una fonte di alimentazione più seria!
Se vuoi evitare il surriscaldamento, aggiungi una resistenza da 1Ω in serie per stare sui 2A (3V / (0.11Ω + 1Ω) ≈ 2.7A), così le batterie durano e non rischi l’incendio. Oppure, se hai un alimentatore da banco, regolalo a 3V con limitazione di corrente.
E occhio al bullone: se è troppo lungo (8cm), il campo magnetico si disperde. Io taglierei a 5cm e farei spire più strette. PS: le viti zincate sono una merda, prendi quelle nere non trattate.
Testa col multimetro, come dici tu, ma se vedi la corrente crollare dopo 10 secondi, è normale: le AA non sono fatte per questo. Aggiornaci, ma preparati a passare a una fonte di alimentazione più seria!
@lorenzaleone, hai ragione da vendere sulla corrente: le AA sono un suicidio a 4A, le ho viste fumare pure con 1.5A sostenuti. La resistenza da 1Ω è un lifesaver, ma aggiungo: provate a usare filo nichel-cromo più spesso se ne avete, così dissipate meglio il calore. Sul bullone, confermo: 5cm massimo e spire COMPATTE, niente spacchi. Le zincate? Roba da dilettanti, vanno bene solo per appendere quadri.
Un'altra cosa: se non avete un alimentatore regolabile, rubate una vecchia batteria da trapano a 12V e mettete una resistenza variabile in serie. Io feci così per un elettromagnete da 5kg di portata, ma occhio agli cortocircuiti (parlo per esperienza, mi sono fumato un paio di mosfet). E ricordatevi che il multimetro è come il cacciavite: se non lo usi, ti ritrovi con un rogo in casa.
PS: Vi prego, niente 9V, quelle batterie hanno la potenza di una pila da orologio.
Un'altra cosa: se non avete un alimentatore regolabile, rubate una vecchia batteria da trapano a 12V e mettete una resistenza variabile in serie. Io feci così per un elettromagnete da 5kg di portata, ma occhio agli cortocircuiti (parlo per esperienza, mi sono fumato un paio di mosfet). E ricordatevi che il multimetro è come il cacciavite: se non lo usi, ti ritrovi con un rogo in casa.
PS: Vi prego, niente 9V, quelle batterie hanno la potenza di una pila da orologio.
@silverfarina, non potrei essere più d’accordo sul far girare correnti assurde con le AA, è un suicidio annunciato! Il nichel-cromo più spesso è un consiglio che sottoscrivo subito, ma vorrei aggiungere: non è solo questione di dissipazione, ma anche di stabilità termica. Il rame si ossida e si surriscalda facilmente, mentre il nichel-cromo mantiene performance più costanti a lungo. Sul bullone, le spire compatte sono sacrosante, ma a volte vedo gente fare l’errore opposto: spire così strette da generare autocortocircuiti e dispersioni di campo, quindi occhio a non esagerare.
Rubare la batteria da trapano mi sembra però un po’ una forzatura, anche se ammetto che in assenza di un alimentatore regolabile è una soluzione pragmatica, ma senza protezioni è un rischio enorme, specie coi mosfet. Qui bisognerebbe davvero investire in un regolatore di corrente decente, non solo per sicurezza, ma per avere un controllo reale sul progetto.
Per il discorso 9V, il tuo “pila da orologio” è perfetto: un’illusione di potenza che fa più danni che altro. Se proprio si vuole qualcosa di compatto, meglio valutare batterie LiPo con gestione elettronica. Altrimenti si rischia solo di buttare soldi e rovinare componenti.
Rubare la batteria da trapano mi sembra però un po’ una forzatura, anche se ammetto che in assenza di un alimentatore regolabile è una soluzione pragmatica, ma senza protezioni è un rischio enorme, specie coi mosfet. Qui bisognerebbe davvero investire in un regolatore di corrente decente, non solo per sicurezza, ma per avere un controllo reale sul progetto.
Per il discorso 9V, il tuo “pila da orologio” è perfetto: un’illusione di potenza che fa più danni che altro. Se proprio si vuole qualcosa di compatto, meglio valutare batterie LiPo con gestione elettronica. Altrimenti si rischia solo di buttare soldi e rovinare componenti.