Hai proprio centrato il punto, Violante! Anch'io con "Sanguemorto" ho sentito quella stessa carica disturbante, quasi come se ogni vignetta fosse stata intagliata a mano con rabbia – roba che mi ricorda certi lavori di falegnameria dove lasci che il legno sporco parli da solo. Però su "Carmilla" non sono d’accordo: Bacilieri è un mostro sacro, ma qui ha tradito l’essenza gotica del racconto originale, troppo pulito, poco *viscere*. Se cerchi qualcosa di più *fatto a mano* e brutale, prova "Necronauti" di Manfredi – disegni che sembrano usciti da un laboratorio abbandonato, pieni di graffi e imperfezioni che urlano horror vero. Non è mainstream, ma è proprio quel tipo di roba che cerchi tu. Fammi sapere se lo trovi, ne parliamo al volo!
Quali sono i migliori fumetti horror italiani da leggere assolutamente?
Ehi Flavio, finalmente qualcuno che capisce che l'horror vero deve *puzzare* di sudore e segatura! Bacilieri su Carmilla ha fatto un lavoro troppo da chirurgo, zero sangue sotto le unghie. Hai ragione da vendere. "Necronauti" è una bomba, quei disegni sembrano fatti con un coltello arrugginito su carta da macellaio – ho ancora i brividi a ricordare certe tavole. Se vuoi sporcarti le mani ancora di più, cerca "Le lacrime del muto" di Spugna: inchiostri che sgorgano come pus, trama che ti strozza lenta. Ah, e se trovate "Necronauti", rubatelo pure, ne vale la pena. Wynn, ascolta sto pazzo, ha il polso per il male vero. (P.S.: Manfredi dovrebbero legarlo in cantina e fargli disegnare solo al lume di candela).
Regina, sono d'accordo con te al 100% su "Necronauti". Manfredi ha davvero un talento unico nel creare atmosfere che ti fanno venire i brividi. "Le lacrime del muto" di Spugna è un altro titolo che mi ha colpito, la sua capacità di rendere la paura attraverso gli inchiostri è impressionante. Però, su "Carmilla", capisco il tuo punto di vista ma devo dire che, nonostante le mie riserve iniziali, ho trovato che l'approccio di Bacilieri abbia una sua eleganza gotica che non guasta. Detto questo, se cerchi qualcosa di veramente viscerale e crudo, non puoi sbagliare con i titoli che hai menzionato. Ottimi consigli!
Perla, confermo tutto su Manfredi e Spugna - roba che ti lascia il segno sotto la pelle. Quell'approccio "sporco" di Necronauti secondo me è diventato un caposaldo dell'horror made in Italy. Su Bacilieri: capisco la difesa dell'eleganza gotica, ma per me Carmilla pecca proprio di *troppa* pulizia estetica. L'horror deve graffiare, non essere incorniciato in un museo!
Se cerchiamo compromessi tra gotico e viscerale, vi butto lì "L'ultimo treno" di Tuono Pettinato e Virgilio Bustos. Disegni che sembrano incisioni ottocentesche malate, con un umido che quasi sgocciola dalle pagine. E per qualcosa di recente, "Mater Morbi" di Andrea Ferraris: una Torino pestilenziale disegnata col carboncino che ti fa sentire l'odore del marcio.
Perlagreco, hai dato un'occhiata ai bozzetti preparatori di Bacilieri per Carmilla? Quelli sì che avevano una carica più ambigua... peccato siano finiti tagliati in fase definitiva.
Se cerchiamo compromessi tra gotico e viscerale, vi butto lì "L'ultimo treno" di Tuono Pettinato e Virgilio Bustos. Disegni che sembrano incisioni ottocentesche malate, con un umido che quasi sgocciola dalle pagine. E per qualcosa di recente, "Mater Morbi" di Andrea Ferraris: una Torino pestilenziale disegnata col carboncino che ti fa sentire l'odore del marcio.
Perlagreco, hai dato un'occhiata ai bozzetti preparatori di Bacilieri per Carmilla? Quelli sì che avevano una carica più ambigua... peccato siano finiti tagliati in fase definitiva.
Rory, la tua chiosa su Carmilla mi entra sottopelle come un bisturi freddo. Quei bozzetti preparatori di Bacilieri? Li ho visti a Lucca anni fa, e sì, lì c’era un’ambiguità viscerale che nella versione finale è stata *addomesticata*. Peccato mortale – scene di transizione tagliate che sbavavano inquietudine, quasi dirty-horror.
Sul gotico vs. viscerale: hai perfettamente ragione quando dici che l’orrore deve graffiare... ma chiudere il gotico in un museo? Nemmeno per sogno. È questione di *veleni diversi*. "L’ultimo treno" che citi è un esempio perfetto: quelle incisioni malate di Bustos sporcano il sublime, ed è esattamente il compromesso che cerco.
Se vuoi un altro ibrido agghiacciante, recuperati "Malagrana" di Tuono Pettinato e Davide Nizzoli. Gotico lombardo marcio, con tavole che sembrano affreschi di chiesa corrosi dall’umidità. L’eleganza c’è, ma ti soffoca con le sue radici marce.
(Mater Morbi? Torino mi ha stregato con quel suo marciume carboncinoso. Ferraris ci fa *annusare* la peste.)
Sul gotico vs. viscerale: hai perfettamente ragione quando dici che l’orrore deve graffiare... ma chiudere il gotico in un museo? Nemmeno per sogno. È questione di *veleni diversi*. "L’ultimo treno" che citi è un esempio perfetto: quelle incisioni malate di Bustos sporcano il sublime, ed è esattamente il compromesso che cerco.
Se vuoi un altro ibrido agghiacciante, recuperati "Malagrana" di Tuono Pettinato e Davide Nizzoli. Gotico lombardo marcio, con tavole che sembrano affreschi di chiesa corrosi dall’umidità. L’eleganza c’è, ma ti soffoca con le sue radici marce.
(Mater Morbi? Torino mi ha stregato con quel suo marciume carboncinoso. Ferraris ci fa *annusare* la peste.)
Leslie, quel tuo paragone tra veleni diversi mi ha fatto venire i brividi... e una voglia matta di cioccolato fondente, ma passiamo. Hai centrato il punto: Malagrana è un pugno nello stomaco vestito di velluto. Quelle tavole di Nizzoli che sembrano affreschi rigurgitati dalla terra - Dio, la scena del convento con le radici che penetrano nelle tombe mi ha turbato per settimane.
Concordo sul peccato di Bacilieri: quei bozzetti raw erano tesori sepolti. Ricordo una vignetta in cui Carmilla aveva un sorriso quasi carnivoro, poi svanito nell'editing... un delitto.
Per il thread originale: se cercate un altro ibrido geniale, recuperate "Lo Squartatore di New York" di Roberto Baldazzini. Gotico industriale, con un Jack lo Squartatore che opera in fondaci veneziani allagati. Inchiostri a scorrimento lento, come sangue in acqua salmastra. E per qualcosa di contemporaneo: "Stighe" di Martoz. Horror rurale pugliese dove le streghe hanno occhi da capra e la pietà è merce rara.
(Mater Morbi resta insuperabile, comunque. Ferraris? Un maestro nel farci *gustare* la decomposizione.)
Concordo sul peccato di Bacilieri: quei bozzetti raw erano tesori sepolti. Ricordo una vignetta in cui Carmilla aveva un sorriso quasi carnivoro, poi svanito nell'editing... un delitto.
Per il thread originale: se cercate un altro ibrido geniale, recuperate "Lo Squartatore di New York" di Roberto Baldazzini. Gotico industriale, con un Jack lo Squartatore che opera in fondaci veneziani allagati. Inchiostri a scorrimento lento, come sangue in acqua salmastra. E per qualcosa di contemporaneo: "Stighe" di Martoz. Horror rurale pugliese dove le streghe hanno occhi da capra e la pietà è merce rara.
(Mater Morbi resta insuperabile, comunque. Ferraris? Un maestro nel farci *gustare* la decomposizione.)
Domenico, "Stighe" di Martoz è una coltellata nello stomaco! Quella scena dell'infanticidio rituale tra gli ulivi secolari mi ha fatto riaccendere la luce in camera a notte fonda. Concordo su Baldazzini: i suoi fondaci veneziani trasudano una melma psicologica che resta addosso per giorni.
Se vuoi spingerti oltre l'abisso, cerca "Lacrime di Rospo" di Alessandro Bilotta. Horror body-horror nell'entroterra siciliano, con una scena di metamorfosi in una vasca da bagno piena di catrame che mi ha fatto vomitare metaforicamente. Disegni di Manfredi che sembrano schizzi di Francis Bacon in preda al delirium tremens.
(E sì, Ferraris in "Mater Morbi" ha creato l'equivalente grafico di un'ascensione mistica nella fogna. Quella tavola del cadavere-bisogno nella stazione Porta Nuova? Capolavoro di putredine sacra.)
Se vuoi spingerti oltre l'abisso, cerca "Lacrime di Rospo" di Alessandro Bilotta. Horror body-horror nell'entroterra siciliano, con una scena di metamorfosi in una vasca da bagno piena di catrame che mi ha fatto vomitare metaforicamente. Disegni di Manfredi che sembrano schizzi di Francis Bacon in preda al delirium tremens.
(E sì, Ferraris in "Mater Morbi" ha creato l'equivalente grafico di un'ascensione mistica nella fogna. Quella tavola del cadavere-bisogno nella stazione Porta Nuova? Capolavoro di putredine sacra.)
Azzurra, i tuoi suggerimenti sono spaventosamente azzeccati. "Lacrime di Rospo" è una pugnalata visiva che non scorderò mai - quel catrame che sembra sangue rappreso nei disegni di Manfredi mi ha fatto venire la pelle d'oca autentica.
Se cerchi un altro abisso psicologico, recuperati **"Il Segreto di Villa Diodati" di Davide La Rosa e Mauro Uzzeo**. Gotico lombardo e body horror si fondono in modo oscenamente elegante: immagina mutazioni organiche durante un salotto letterario dell'800. Quella scena della poetessa che si *autopsia* con un taglierino da calligrafia per estrarre versi demoniaci? Più disturbante di certe notti insonni con Dylan Dog.
Concordo alla follia su Ferraris: Mater Morbi è l'apoteosi del sacro marcio. Quella doppia pagina della stazione di Porta Nuova avvelenata di bisogni umani? Arte pura che profuma di fogna.
(Se Baldazzini è la melma, questo è il fetore che ti segue fino ai sogni.)
Se cerchi un altro abisso psicologico, recuperati **"Il Segreto di Villa Diodati" di Davide La Rosa e Mauro Uzzeo**. Gotico lombardo e body horror si fondono in modo oscenamente elegante: immagina mutazioni organiche durante un salotto letterario dell'800. Quella scena della poetessa che si *autopsia* con un taglierino da calligrafia per estrarre versi demoniaci? Più disturbante di certe notti insonni con Dylan Dog.
Concordo alla follia su Ferraris: Mater Morbi è l'apoteosi del sacro marcio. Quella doppia pagina della stazione di Porta Nuova avvelenata di bisogni umani? Arte pura che profuma di fogna.
(Se Baldazzini è la melma, questo è il fetore che ti segue fino ai sogni.)
Sage, quella menzione a Villa Diodati mi ha fatto sobbalzare sulla sedia! La Rosa e Uzzeo sono una coppia maledetta: ricordo vividamente la scena della poetessa che dissecava la propria carne come un manoscritto vivente... quelle venature trasformate in versi in Compagnon fatto venire la vertigine. Gotico lombardo che gronda pathos come il Nebbiolo nei calici sporchi.
Sull'apoteosi di Ferraris: Mater Morbi è un inno alla putrefazione, ma ti confesso - la sua opera che mi corrode i neuroni è **"Bunker"** di Bao Publishing. Un horror claustrofobico nelle viscere di Milano, dove le fondamenta di Piazza Duomo sanguinano ruggine e ricordi fascisti. Tavole che sembrano radiografie di un cancro urbano. Provare per credere.
(E se Baldazzini è la melma, Ferraris è l'acido che la dissolve: due facce dello stesso incubo italiano.) Ah, ora corro a rileggermi Uzzeo con una torcia e il terrore...
Sull'apoteosi di Ferraris: Mater Morbi è un inno alla putrefazione, ma ti confesso - la sua opera che mi corrode i neuroni è **"Bunker"** di Bao Publishing. Un horror claustrofobico nelle viscere di Milano, dove le fondamenta di Piazza Duomo sanguinano ruggine e ricordi fascisti. Tavole che sembrano radiografie di un cancro urbano. Provare per credere.
(E se Baldazzini è la melma, Ferraris è l'acido che la dissolve: due facce dello stesso incubo italiano.) Ah, ora corro a rileggermi Uzzeo con una torcia e il terrore...