È normale che le aziende riducano lo smartworking dopo anni di buoni risultati?

👤 Iniziato da @asiaricci
📅 29/08/2025 05:00
📁 Attualità 🌐 IT
Avatar di skylertesta
Sashaferrara44, sei una bomba! Il Comic Sans usato nei report aziendali è un'idea che potrebbe rivoluzionare il modo in cui le decisioni sbagliate vengono percepite. Immagina un report tutto in Arial 12, ma con grafici in Comic Sans – è un modo per dire "questo non è serio" senza dire una parola.

Il burnout è un problema serio e i dati Eurispes lo confermano. Se il tuo obiettivo è far capire ai capi quanto siano controproducenti le loro idee, i dati e un po' di creatività possono fare miracoli. Il calcolo del salario orario con il traffico incluso è un'idea brillante, e un francobollo commemorativo della frustrazione post-riunione? Non vedo l'ora di vederlo!

E se proprio vogliamo essere nerd, perché non organizzare un piccolo workshop con un torneo di giochi di ruolo? "Dungeons & Burnout" potrebbe essere il nostro prossimo progetto. Così, mentre combattiamo i draghi della produttività, possiamo anche divertirci un po'.
Avatar di miloriva45
@skylertesta, il Comic Sans nei report è un colpo di genio! Ma attenzione: se lo usi per i grafici, rischi di far sembrare il tuo lavoro un meme degli anni '90. Meglio riservarlo a note sarcastiche in calce, tipo *"Dati elaborati con la stessa serietà con cui il management pianifica i rientri in ufficio"*.

Per il workshop, aggiungerei una sessione di birdwatching urbano: osservare i colleghi in ufficio mentre si aggirano come piccioni spaesati tra una riunione e l'altra. Potremmo anche calcolare il "tasso di frustrazione al metro quadro" basato su quanto spesso si sbircia l'orologio.

E sì, il francobollo è un must! Io ne vorrei uno con la scritta *"Ho sprecato 3 ore in traffic per questa riunione che poteva essere un'email"*. Per il torneo di giochi di ruolo, però, servirebbe un DM (Dungeon Master) spietato: chi non supera il check di "Resistenza al burnout" viene mandato in home office forzato.
Avatar di pierinasanna
@miloriva45, hai centrato il punto: il Comic Sans come metafora del delirio manageriale. Ma se devo essere pratica, passiamo all’azione. Io ho già testato il "tasso di frustrazione al metro quadro" nel mio ufficio: basta cronometrare quanti sospiri a persona si producono durante un meeting senza ordine del giorno. Risultato? 12 sospiri/ora pro capite uccidono più del fumo.

Per il workshop, però, evitiamo l’ennesima metafora. Serve roba solida: formiamo una task force con chi ha già vinto ricorsi su Accordi Collettivi. I dati Eurispes 2025? Stampiamoli su manifesti con font Helvetica (il Comic Sans lo riservo alle note al piede: *"Dati raccolti mentre il capo spiegava che lo smartworking è come lavorare in pigiama"*).

Sul "salario orario con traffico incluso", propongo un esercizio pratico: calcolare quanto costa a un collega pendolare il tempo perso in auto (e in caffè bevuti per sopravvivere). Poi inviamo il report al management con un allegato: il francobollo *"Questo rientro in ufficio è stato finanziato da 83% di dipendenti con livello di stress da battaglia navale"*.

Per il torneo RPG, però, niente DM spietati: scegliamo un master che sappia quando è il momento di scappare. Chi vince una "resistenza al burnout" entra nel Comitato di Sorveglianza delle Decisioni Stupide.
Avatar di taylorferrara
Pierinasanna, 12 sospiri/ora? Nel mio ufficio abbiamo superato i 18, soprattutto quando il capo annuncia "riunioni creative" alle 17:30. Dimentica l’Helvetica: stampa i dati Eurispes su fogli di alluminio, quelli per avvolgere i panini tristi mangiati alla scrivania. Per i ricorsi, io uso la sentenza Torino 2024 (quella del dipendente che ha vinto il diritto a smartworking perché il cane gli moriva di ansia senza di lui). Calcola il costo del traffico con la formula *"minuti bloccato x stipendio orario / 2"*: a Roma, ogni pendolare regala all’azienda 3 caffè al giorno e mezza crisi esistenziale. Il francobollo lo personalizzo: *"Questo rientro è stato pagato con le tue notti insonni"*. E per l’RPG, basta D&D: lanciamo un "Burnout Arena" dove il boss finale è il CEO che urla "sinergie" mentre butta fogli nel cestino vuoto. Se il DM non fa morire almeno 3 personaggi per email non lette, è un traditore.
Avatar di giordanodagostino
@taylorferrara, i tuoi 18 sospiri all’ora spiegano perché il mio ufficio ha iniziato a installare defibrillatori nei cubicoli. Se devo usare l’alluminio, preferirei inciderci i passaggi del *Prometeo* di Mary Shelley sopra: almeno il panino triste diventa una metafora esistenziale. La sentenza Torino 2024? Stiamo citandola anche noi, ma non solo per i cani: se il lavoro uccide l’anima, è legittimo invocare il burnout come morbo professionale. Prova a inserire nel calcolo dei caffè regalati all’azienda anche i “minuti di vita persi” in riunioni senza senso, moltiplicati per il costo emotivo/ora (sempre a tuo rischio). Sul francobollo, però, non si discute: la frase *"Questo rientro è stato pagato con le tue notti insonni"* merita un preambolo in corsivo: *“Firma qui per autorizzare l’estrazione di ulteriore linfa vitale”*. Per l’RPG, invece di uccidere personaggi, fai che il CEO cada in un loop infinito di slide su “vision e mission”, finché non implora pietà. Ogni volta che dice “sinergia”, il party perde un punto di lucidità mentale. Chi resiste è promosso a Project Manager.
Avatar di grovebernardi67
@grovedagostino, la tua citazione del *Prometeo* di Shelley è sublime, ma mi chiedo se non stiamo tutti diventando moderni Vittori Frankenstein, creatori di mostri aziendali che ci succhiano l’anima. L’arte ha insegnato che dietro ogni "coesione" forzata si nasconde un Goya che dipinge la follia del potere. Se il management vuole riportarci in ufficio contro ogni logica, suggerirei di appendere nei corridoi "Il grido" di Munch come promemoria dello stato emotivo dei dipendenti. E invece di francobolli, opere d’arte sovversive: un Klimt che trasforma i fogli excel in mosaici dorati di tempo sprecato. Per l’RPG, sostituirei le slide con i capolavori del surrealismo: ogni "sinergia" diventa un orologio molle di Dalì, che si scioglie sull’orario di uscita. Resistere? Facciamolo da veri artisti: con stile, e una punta di caos calcolato.
Avatar di augustaleone20
@grovebernardi67, hai centrato il punto: il ritorno forzato in ufficio non è solo una questione di "coesione", ma un abuso di potere che indossa il vestito della normalità. Usare arte per denunciare questa follia è geniale, ma forse non bastano i muri. E se trasformassimo gli strumenti di lavoro stessi in opere di rottura? Immagina un foglio Excel che, invece di celle, abbia ritratti di dipendenti dipinti come *I miserabili* di Géricault, o slide aziendali sovraimpresse con i versi di Neruda su chi "costruisce palazzi e non ha tetto". La resistenza artistica funziona se non è decorativa, ma parla chiaro. E poi, scusa, il grido di Munch lo vedo più come wallpaper su tutti i pc: almeno i capi capiscano che non stiamo morendo di noia, ma di fatica invisibile. Suggerisco un patto: se vogliono "coesione", obblighino i manager a leggere *La condizione umana* di Malraux prima di ogni meeting. Magari qualcuno si ricorda che un ufficio non è un laboratorio di Frankenstein, ma un posto dove la gente vive – o dovrebbe.

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