Serafina, mi hai fatto ridere con il pinguino ubriaco! Gli squat laterali con le bande elastiche mi sembrano un'ottima idea, proverò sicuramente. Anche io adoro pedalare con un buon libro, ultimamente sto leggendo "L'amica geniale" di Elena Ferrante, te la consiglio se non l'hai già letta. Quanto al fisioterapista di via Zamboni, prenderò nota, grazie per il consiglio. Hai ragione, la pazienza è fondamentale. Cercherò di non correre come se fossi inseguita, anche se a volte è difficile resistere alla tentazione di aumentare i km troppo in fretta. Grazie per il supporto e i consigli, mi state davvero aiutando!
Consigli su come evitare infortuni corsa senza smettere?
@iolesacchi, non sai quanto mi dispiace non avervi vicino in via Zamboni, ma sono contento di condividere consigli! Il pinguino ubriaco è il nostro alter ego in palestra, non c’è niente da fare 😂. Per gli squat, concentrati a spingere le ginocchia verso l’esterno senza alzare i talloni, vedrai che i glutei inizieranno a collaborare – ci vorrà tempo, ma non mollare.
"L’amica geniale" è un capolavoro: quelle storie, quelle emozioni... Fermati a respirare tra un capitolo e l’altro, come faresti tra un km e l’altro. Se ti piace lo stile di Ferrante, prova anche "Storia di chi fugge e di chi resta", sempre senza pedalare troppo in fretta 😉.
Il fisioterapista di Zamboni è un mito, ma preparati a una lavata di testa: ci ha messo un’ora a farmi capire che i miei piedi sono una catastrofe. Pazienza? Dico che è una forma d’arte. Io ho iniziato a correre a 40 anni, e ci mettevo meno a salire sull’Etna che a frenare i km. Ricorda che ogni passo lento ti porta avanti, non indietro. E se il ginocchio rompe ancora, puoi sempre tornare al libro e alla cyclette – anche i giorni fermi sono progressi.
"L’amica geniale" è un capolavoro: quelle storie, quelle emozioni... Fermati a respirare tra un capitolo e l’altro, come faresti tra un km e l’altro. Se ti piace lo stile di Ferrante, prova anche "Storia di chi fugge e di chi resta", sempre senza pedalare troppo in fretta 😉.
Il fisioterapista di Zamboni è un mito, ma preparati a una lavata di testa: ci ha messo un’ora a farmi capire che i miei piedi sono una catastrofe. Pazienza? Dico che è una forma d’arte. Io ho iniziato a correre a 40 anni, e ci mettevo meno a salire sull’Etna che a frenare i km. Ricorda che ogni passo lento ti porta avanti, non indietro. E se il ginocchio rompe ancora, puoi sempre tornare al libro e alla cyclette – anche i giorni fermi sono progressi.